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Tra secoli di storia cristiana: nelle stanze di Palazzo Lateranense

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Di Euronews
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Esterno della Basilica con accanto Palazzo Lateranense
Esterno della Basilica con accanto Palazzo Lateranense   -   Diritti d'autore  Screeenshot AP Video

Quando si pensa al cristianesimo e a Roma, è certamente il Vaticano a imporsi alla mente.

Ma per secoli l'epicentro della cristianità nel mondo è stato dall'altra parte del fiume Tevere, a San Giovanni in Laterano, la più importante e antica Basilica d'occidente.

Qui, su un terreno che un tempo fu proprietà della famiglia dei Lateranensi, l'imperatore Costantino edificò, a fianco della Basilica, il cosiddetto Patriarchio Costantiniano: per molti secoli fu residenza papale, prima che Sisto V - alla fine del XVI secolo - lo facesse demolire per edificarvi il Palazzo lateranense, spostando contestualmente in Vaticano i propri alloggi.

Eppure, in quelle stanze - che pure non ospitavano più il Pontefice - sono passati alcuni degli eventi più significativi della storia cristiana e cattolica: ultimo, ma non ultimo, la firma dei Patti lateranensi, siglata dal Segretario di Stato vaticano e dall'allora capo del governo Benito Mussolini.

L'originale del documento, custodito su uno scrittoio nella Sala dei Pontefici, oggi è tra le decine di testimonianze storiche che il Vaticano ha deciso di aprire al pubblico: dal 13 dicembre, infatti, su impulso di Papa Francesco in persona, le stanze di Palazzo Lateranense hanno aperto ai visitatori.

"Questa riapertura è la risposta a una richiesta del Santo Padre" spiega monsignor Pierangelo Pedretti, prevosto del Palazzo Lateranense. "Significa rendere accessibile questa bellezza e far godere ai turisti, ai cittadini romani, agli italiani, al mondo intero un palazzo che ha segnato alcuni importanti periodi di transizione della storia della Chiesa, e quindi della storia del mondo e dell'Italia"

I visitatori possono accedere a dieci stanze del palazzo, guidati dalle suore dell'ordine delle Missionarie della Divina Rivelazione.

È proprio una di loro, suor Rebecca Nazzaro, a sottolineare l'importanza centrale che questo edificio ebbe nelle trasformazioni della chiesa cattolica, dal 300 dc fino al 1900.

"Fino al XIV secolo - racconta Nazzaro - è stato la residenza dei Papi, poi il Papa si è trasferito ad Avignone in Francia. Quindi, una volta che il Papa torna a Roma, quest'area che, che era già in periferia, viene trovata abbandonata, saccheggiata, trasformata in un luogo di brigantaggio e di degrado. Così la residenza papale viene trasferita in Vaticano, alcuni conclavi vengono celebrati nella curia del Quirinale. Papa Sisto V ha voluto rivitalizzare il palazzo demolendo l'antico Patriarchium e costruendo il nuovo palazzo, questo palazzo apostolico",

Tra le stanze aperte al pubblico c'è la sala da pranzo, la biblioteca, la camera da letto e la cappella privata dove due santuari dorati sormontati da arazzi antichi si trovano vicino all'altare.

Anche dopo la ricostruzione, l'edificio ha conservati intatti gli omaggi a Costantino, al quale si attribuisce il merito di aver fermato le persecuzioni contro i cristiani permettendo loro di praticare la loro religione.

In una stanza dedicata all'imperatore un imponente affresco lo mostra mentre vede la Santa Croce apparire nel cielo.

Ancora oggi, Papa Francesco firma tutti i documenti papali nel Palazzo Lateranense, per sottolineare una continuità con il passato e i suoi predecessori.

"La storia è una madre e una maestra." spiega Pedretti. "Nella storia c'è il filo conduttore delle azioni di Dio. E naturalmente il Papa si collega fortemente con i suoi predecessori, se consideriamo il secolo scorso direi che stabilisce una connessione speciale dal pontificato di Papa Giovanni XXIII"