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Frontex sulla Manica: le traversate dei migranti viste dall'alto

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Di Anelise Borges  & Euronews
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Frontex sulla Manica: le traversate dei migranti viste dall'alto
Diritti d'autore  Anelise Borges / Euronews

Michael Munkner è un pilota danese di ritorno da un sorvolo di oltre cinque ore sopra la Manica. E' il comandante della missione Frontex "Opal Coast", incaricata di sorvegliare la zona in seguito al naufragio, costato lo scorso mese la vita a 31 persone.

"Sorvegliamo i campi dei migranti, per vedere se preparano delle traversate"

"Non posso entrare nei dettagli su quanto abbiamo osservato - ci dice -. Posso però mostrarvi delle foto degli accampamenti che stiamo monitorando, soprattutto a Calais e a Dunquerque". Alla domanda se la sorveglianza si concentri quindi sugli accampamenti, più che sugli attraversamenti, Michael poi risponde: "Cerchiamo di capire se preparano degli attraversamenti. E poi, ovviamente, sorvegliamo anche le spiagge".

Su richiesta della Francia, Frontex coordinerà dei sorvoli della regione fino alla fine dell'anno. Ufficiali assegnati alla missione non escludono che possa essere rinnovata. Alcuni avanzano tuttavia anche dei dubbi sulla sua efficacia nel dissuadere da pericolose traversate ed evitare ulteriori tragedie. "Le traversate proseguiranno - ci dice ancora Michael -. Vista la loro disperazione, queste persone non si fermeranno di fronte a niente. Spero solo che potremo prevenire ulteriori morti".

Un richiedente asilo: "Niente fermerà chi vuole attraversare la Manica"

Le previsioni del Comandante Munkner sembrano trovare conferma nelle parole di un richiedente asilo afgano, che parla di "persone disperate che non hanno più nulla da perdere". "Come tutti, se potessero, resterebbero a casa loro - dice -. Immaginate però che qualcuno venga nel vostro paese e vi prenda tutto. Che cosa fareste?".

Chi vuole attraversare la Manica è disperato e pronto a tutto. Niente dissuaderà queste persone
Elyas
Richiedente asilo

Quando la Svezia gli ha respinto la sua richiesta d'asilo, anche Elyas aveva meditato di attraversare clandestinamente la Manica. "Una delle ragioni che spingono a imbarcarsi per questi pericolosi attraversamenti sono i regolamenti di Dublino - racconta alla nostra correspondente -. Nonostante le riforme annunciate, la speranza di molti è che in seguito alla Brexit, nel Regno Unito si riesca a sfuggire alle regole europee, a vivere più facilmente e così anche a ricostruirsi un futuro".

L'Europa oltre Dublino. Ma Elyas è già pronto a tutto

Tra i principi di base dei regolamenti di Dublino è che l'asilo vada richiesto nel primo paese di approdo dell'Unione Europea. Un assunto rimesso in discussione dalla stessa Unione Europea, che ne ha riconosciute le falle e l'incidenza sull'incremento delle frizioni tra gli stati membri. Da qui la volontà di rimpiazzarlo con un meccanismo, basato invece sul principio di una più equa redistribuzione dei flussi. Elyas, che in Europa è riuscito ad arrivare sano e salvo, spera ora di poterci restare. Appena lo scorso mese ha presentato una nuova richiesta d'asilo in Francia. Sa però che la risposta è tutt'altro che scontata. E fin da ora si dice anche lui pronto a tutto, semmai Parigi non lo riconoscesse come rifugiato. 2'53 END