La nuova variante Omicron che fa paura ed è già arrivata in Europa

La nuova variante Omicron che fa paura ed è già arrivata in Europa
Diritti d'autore Peter Kneffel/dpa via AP
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Di Cinzia Rizzi Agenzie:  ANSA, AP
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Un primo caso è stato registrato in Belgio, mentre diversi Stati decidono di sospendere i voli con l'Africa australe

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Si chiama Omicron la nuova variante di Covid-19 che sta tenendo con il fiato sospeso tutto il mondo e cha fatto vivere alle Borse più importanti del pianeta un vero e proprio venerdì nero. È una variante classificata come "di preoccupazione" dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. 

Sequenziata per la prima volta in Sudafrica, è già arrivata in Europa, per la precisione in Belgio, dove tra l'altro sono state introdotte ulteriori restrizioni per contrastare la nuova ondata. Ad essere stata contagiata sarebbe una donna, di rientro da un viaggio in Egitto (con transito in Turchia). 

"Abbiamo un caso di questa variante che è ora confermato", spiega il ministro della Sanità belga, Frank Vanderbroucke. "È qualcuno venuto dall'estero, risultato positivo il 22 novembre, che non era vaccinato né era stato infettato prima. Quindi confermiamo che abbiamo un caso".

Restrizioni sui viaggi dall'Africa australe

Regno Unito, Stati Uniti, Stati membri dell'Unione europea, Svizzera e Australia hanno imposto restrizioni di viaggio al Sudafrica e ai Paesi limitrofi (Botswana, Lesotho, Namibia, Malawi, Zimbabwe, Zambia ed Eswatini), nonostante l'Oms aveva precisato in precedenza che non fosse ancora il caso. 

"I viaggi dovrebbero essere sospesi fino a quando non avremo una chiara comprensione del pericolo rappresentato da questa nuova variante e i viaggiatori di ritorno da questa regione dovrebbero rispettare severe regole di quarantena", ha dichiarato in conferenza stampa la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen.

Una variante con 32 mutazioni

Questa quinta variante potrebbe diffondersi più velocemente delle precedenti, a causa del suo alto numero di mutazioni, oltre 30 solo nella regione della proteina Spike, responsabile dell'ingresso del coronavirus nelle cellule umane. Aspetto che potrebbe renderla appunto più trasmissibile, ma anche aiutarla a eludere il nostro sistema immunitario. 

Per questo è in atto una vera e propria corsa contro il tempo, anche per i produttori dei vaccini, che si sono dati due settimane per sapere se l'attuale siero sia efficace o meno contro Omicron. Pfizer/BioNTech ha fatto sapere che entro 100 giorni potrebbe avere pronte eventuali dosi specifiche per questa variante.

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