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Tensione al checkpoint di Kuznica

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Di Euronews
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Tensione al checkpoint di Kuznica
Diritti d'autore  Leonid Shcheglov/BelTA

Dopo l'assalto di centinaia di migranti al confine, vicino al checkpoint di Kuznica, in Polonia, la presenza della polizia e dei militari si è intensificata.

Con una conferenza stampa nella foresta, gli attivisti che aiutano i migranti, rivelano che negli ultimi giorni le operazioni di salvataggio sono diminuite notevolmente.

Come spiega Kalina Czwarnog, del gruppo Fundacia Ocalenie " finora stiamo facendo il gioco di Lukashenko. Lui si aspetta che noi respingiamo queste persone. Se la smettiamo, se cominciamo a fornire aiuti umanitari, e agevoliamo la procedura di asilo, facciamo qualcosa che lui non si aspetta".

Insieme alla fondazione Helsinki per i diritti dell'uomo, uno dei gruppi di attivisti si rivolgerà alla Corte penale internazionale dell'Aia per denunciare i presunti crimini contro l'umanità commessi dal governo della Bielorussia.

Ma nel dibattito pubblico non mancano neanche le esortazioni all'Unione Europea ad affrontare il problema all'interno dei suoi confini. E intanto la crisi in corso sta colpendo anche la popolazione civile polacca.

Magdalena Biejat, parlamentare dell'opposizione:

"Oltre al fatto che non possiamo essere d'accordo con i respingimenti e con il lasciar morire la gente, la situatione sta traumatizzando fortemente anche la comunità locale, che ha agito in modo incredibile. Quelli sono gli eroi silenziosi che hanno aiutato qui sul posto le persone che arrivano . E sono lasciati soli senza alcun sostegno da parte del governo polacco"

Nelle ultime ore, intanto, il corpo di un uomo siriano di 20 anni è stato trovato in un'altra zona del confine da un impiegato della forestale. Più tardi nella notte, l'esercito polacco ha segnalato un altro tentativo di un gruppo di circa 100 persone di assaltare il confine.