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Usa, il perché del fallimento in Afghanistan

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Di Marta Brambilla
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Usa, il perché del fallimento in Afghanistan
Diritti d'autore  Patrick Semansky/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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Un alto generale degli Stati Uniti ha definito la guerra ventennale in Afghanistan un "fallimento strategico". È stata solo una delle numerose ammissioni durante un'udienza del Senato sul caotico ritiro dell'America dal paese. Le più alte cariche dell'Esercito statunitense hanno contraddetto il presidente Biden, dichiarando che gli avevano consigliato di lasciare in Afghanistan qualche migliaio di uomini.

Mark Milley, presidente del Joint Chiefs of Staff statunitense, ha parlato della crisi di credibilità gli Stati Uniti agli occhi degli alleati e degli avversari:

"Penso che la nostra credibilità con alleati e partner in tutto il mondo, e con gli avversari, sia stata esaminata in maniera approfondita da loro. E penso che 'danno' sia una parola che potrebbe essere usata ."

Lloyd Austin, Segretario alla Difesa si è rivolto direttamente al presidente sottolineando che durante la missione gli americani abbiano contribuito a costruire lo stato ma non siano riusciti a forgiare una nazione:

"Il fatto che l'esercito afghano, che noi e i nostri partner addestriamo, si sia semplicemente sciolto, in molti casi senza sparare un colpo, ci ha colti tutti di sorpresa e sarebbe disonesto affermare il contrario".

Parlando poi della conseguenze del ritiro, Milley ha sottolineato il rischcio concreto di un'aspirazione della ricostituita Al-Quaeda ad attaccare gli Stati Uniti, specie nelle aree non governate.

L'udienza è apparentemente una valutazione della politica a lungo termine degli Stati Uniti in Afghanistan, ma con Joe Biden attualmente alla Casa Bianca potrebbe trasformarsi in un giudizio sulla sua presidenza.