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Tony Blair critica il ritiro dall'Afghanistan

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Di Tadhg Enright
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Tony Blair critica il ritiro dall'Afghanistan
Diritti d'autore  Frank Augstein/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved
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Tony Blair critica la scelta di ritirarsi dall'Afghanistan. L'ex premier britannico che ha portato le truppe nel paese dei talebani, libero ora da incarichi politici, parla al Royal United Services Institute di Londra (il più antico think tank del mondo in tema di difesa e sicurezza) in occasione dell'anniversario dell'11 settembre.

"Il cambiamento dell'Afghanistan non è fallito perché la gente non lo voleva - dice - Di sicuro avremmo potuto fare meglio, ma gli afgani non hanno scelto il ritorno dei talebani. L'ultimo sondaggio del 2019 dimostra che solo il 4 percento degli afghani sostiene i talebani. Hanno conquistato il Paese con la violenza, non con la persuasione. L'ostacolo alla costruzione della nazione non è stata la gente, ma la scarsa capacità istituzionale e di governo, la corruzione, che è durata per troppi anni".

Secondo l'ex premier l'Europa e la Nato si devono sganciare dalle scelte degli Stati Uniti per fare una loro politica a lungo termine.

"C'è un'ulteriore sfida per l'Europa e la NATO - continua - È chiaro ora, se non lo era già prima, che l'America ha deciso che per il prossimo futuro non intende impegnarsi molto a livello militare".

L'ex primo ministro britannico Tony Blair ha ricordato il 20° anniversario dell'11 settembre sottolineando che le democrazie occidentali non si sono liberate per sempre dalle minacce di attacchi simili da parte di gruppi estremisti che, secondo lui, potrebbero rivolgersi al bioterrorismo (ovvero l'utilizzo intenzionale di agenti biologici come virus o batteri per commettere attentati).

All'epoca Blair ha appoggiato gli Stati Uniti nelle invasioni dell'Iraq e dell'Afghanistan, oggi esorta i suoi successori a non credere che la forza militare possa essere utilizzata per difendere ed esportare i valori democratici.