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Afghanistan: i talebani annunciano una parte del nuovo governo, guidato dai fondatori

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Di Eloisa Covelli Agenzie:  Afp, Ap
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A destra Akhund, nuovo primo ministro talebano. A sinistra l'allora primo ministro pachistano Nawaz Sharif. Islamabad, 25 agosto 1999
A destra Akhund, nuovo primo ministro talebano. A sinistra l'allora primo ministro pachistano Nawaz Sharif. Islamabad, 25 agosto 1999   -   Diritti d'autore  B.K. BANGASH/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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I talebani svelano una parte del loro nuovo governo ad interim, a 3 settimane dalla conquista dell'Afghanistan. Il governo sarà guidato da uno dei loro fondatori, Mohammad Hassan Akhund, che risulta nella lista Onu di persone designate come "terroristi o associati a terroristi".

Come ministro dell'Interno c'è un militante ricercato dall'Fbi con una taglia da 5 milioni di dollari, Sirajuddin Haqqani, leader dell'omonima rete di milizie ritenuta vicina ad Al Qaida.

Alexander Zemlianichenko/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
Abdul Ghani Baradar, numero 2 del nuovo esecutivoAlexander Zemlianichenko/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

Il co-fondatore talebano Abdul Ghani Baradar sarà il numero due del nuovo esecutivo, ha detto Zabihullah Mujahid, il principale portavoce del gruppo, in una conferenza stampa a Kabul.

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Zabihullah Mujahid, il portavoce talebanoMuhammad Farooq/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

Baradar ha guidato i negoziati di Doha con gli americani che hanno portato al ritiro delle forze straniere dal Paese.

Tra le altre nomine annunciate martedì, quella del mullah Yaqoub, figlio del mullah Omar, a ministro della Difesa.

Amir Khan Muttaqi, negoziatore talebano a Doha, è stato nominato ministro degli Esteri.

"Il governo non è completo" ha detto Mujahid, assicurando che il suo movimento, che prometteva un esecutivo "inclusivo", avrebbe cercato di "prendere persone da altre parti del Paese".

Manifestazioni e arresti. Ad Herat 2 morti

L'annuncio delle nomine è arrivato poche ore dopo che i talebani hanno sparato in aria a Kabul per disperdere i manifestanti e arrestato diversi giornalisti, la seconda volta in meno di una settimana.

I manifestanti si erano radunati davanti all'ambasciata del Pakistan per accusare Islamabad di aver aiutato l'assalto dei talebani alla provincia settentrionale del Panjshir. I talebani hanno detto lunedì di aver conquistato la provincia, l'ultima ancora non controllata dai talebani.

Wali Sabawoon/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
La manifestazione del 7 settembreWali Sabawoon/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

Martedì c'erano decine di donne tra i manifestanti, alcune di queste madri di ragazzi uccisi dai taleban. Un cartello recitava: ``"Sono una madre quando uccidi mio figlio uccidi una parte di me".

I talebani si sono nuovamente mossi duramente per porre fine alla protesta quando è arrivata nei pressi del palazzo presidenziale. Hanno sparato in aria e arrestato diversi giornalisti che seguivano la manifestazione. In un caso, i talebani hanno rotto il microfono di un giornalista e l'hanno picchiato. Il giornalista è stato poi ammanettato e detenuto per diverse ore.

"Questa è la terza volta che vengo picchiato dai talebani - ha detto all'Associated Press a condizione di non essere identificato per paura di ritorsioni - Non andrò più a coprire una manifestazione. È troppo difficile per me".

Un giornalista della popolare tv afghana "Tolo news" è stato trattenuto per tre ore dai talebani prima di essere liberato, gli è stato restituito il video che aveva girato.

Ad Herat una manifestazione simile è finita con due morti e dieci feriti, secondo quanto racconta un medico - che vuole mantenere l'anonimato - a France Presse.

Afghani in fuga

Nel frattempo, nella città settentrionale di Mazar-e-Sharif, quattro aerei noleggiati per evacuare circa 2mila afgani in fuga dal dominio talebano sono ancora all'aeroporto.

Olivier Douliery/AFP or licensors
Antony Blinken a DohaOlivier Douliery/AFP or licensors

Mawlawi Abdullah Mansour, il funzionario talebano responsabile dell'aeroporto della città, ha affermato che qualsiasi passeggero, afghano o straniero, con passaporto e visto valido potrà partire. Questo è infatti l'accordo con gli Stati Uniti, secondo quanto ha confermato il segretario di Stato americano Antony Blinken a Doha.

Ma da alcune testimonianze raccolte da Ap centinaia di persone con i documenti in regola sarebbero ancora bloccate negli hotel di Mazar-e-Sharif.

Si combatte nel Panshir

Anche se i talebani sostengono di aver conquistato anche l'ultima provincia afghana, la Resistenza 2.0 via Twitter fa sapere che i combattimenti sono ancora in corso e denuncia il massacro dei civili.