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Golpe in Guinea Conakry. Lo affermano i militari sollevati

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Di euronews
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Golpe in Guinea Conakry. Lo affermano i militari sollevati
Diritti d'autore  CAROL VALADE/AFP
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Spari nei quartieri delle istituzioni di Conakry, capitale della Guinea Conakry. Si tratta, dicono diplomatici occidentali, di un dolpo di Stato a opera delle forze speciali. Il Paese africano è in una profonda crisi politica a causa della sua disastrosa situazione economica.

I ribelli affermano di controllare le istituzioni, il Palazzo presidenziale e di avere arrestato il presidente Alpha Condé.

Mamady Doumbouya, comandante dei reaprti insorti ha dichiarato:

"Dopo avere arrestato il presidente, che è nelle nostre mani, abbiamo deciso di annullare la costituzione, di rimuovere istituzioni e governo".

Fonti diplomatiche ipotizzano comunque una congiura di Palazzo per interessi personali. Il presidente in carica, Alpha Condé, da poco rientrato nel Paese, aveva deciso infatti di congedare, se non addiritura di arrestare, proprio il comandante delle forze speciali Doumbouya.

Anche a causa della crisi economica e dell'estrema povertà, provocate dalla pandemia, la Guinea Conakry era stata travolta da un'ondata di proteste violente nell'autunno del 2020 in occasione dell'investitura per un terzo mandato del presidente Alpha Condé.

Le proteste avevano provocato centinaia di arresti e decine di morti.

L'opposizione aveva accusato inoltre l'ottantatreenne Capo dello Stato di frode elettorale. Condé aveva proposto una costituzione formalmente demcratica e aperta soprattutto la ruolo delle donne, la stessa che il militare golpista dice di avere liquidato.

Fino al 2010, anno della sua prima elezione, Alpha Condé era considerato nel Paese un democratico e un fiero oppositore della dittaura militare che lo aveva addiritura condannato a morte.