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La resa di Kabul, i talebani al potere

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Di Paolo Alberto Valenti  & Redazione italiana
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La resa di Kabul, i talebani al potere
Diritti d'autore  Hamed Sarfarazi/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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Sventola la bandiera dell'Emirato islamico sul palazzo presidenziale di Kabul. L'immagine che circola sui social secondo fonti OSINT è un fake, ma rende bene l'idea di quello che sta accadendo.

Il ferragosto 2021 consegna immagini storiche alla cronaca internazionale: le milizie dei fondamentalisti che dopo 20 anni di guerra asimmetrica e di terrorismo da esportazione occupano il luoghi del potere nella capitale afghana ostentando sui social una spavalda tranquillità.

Zabi Karimi/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
Taliban a KabulZabi Karimi/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

La fuga di Ashraf Ghani

L'abbandono precipitoso del presidente Ashraf Ghani e della sua corte da una capitale ingovernabile e assedita, in mezzo allo sciame di concittadini e stranieri in fuga, è la prova che 20 anni di sforzi del contingente internazionale vanno in fumo e le previsioni a stelle e strisce che davano la calata dei Taleban su Kabul solo in settembre /ottobre mostrano tutta la loro inconsistenza.

Il fiato sospeso in un clima surreale

Le autorità che sono rimaste cercano di minimizzare e assicurano che il traferimento del potere avverrà in tranquillità, parola del ministro degli Interni ad interim Abdul Satar Mirzakwal: "Non dovete preoccuparvi - si è fatto lecito di dire in un messaggio video - la città è sicura e chiunque causi disordini dovrà affrontarne le conseguenze. La sicurezza cittadina è garantita, non saremo attaccati, l'accordo per la grande città di Kabul è che il potere sarà trasferito pacificamente ad un'amministrazione provvisoria." Di vere garanzie non ce ne sono se non quelle che i fondamentalisti potrebbero concedere ai caporioni del regime infranto che non hanno reali possibilità di eclissarsi con vantaggio all'estero e son costretti a venire a patti con i nuovi padroni.

Zabi Karimi/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
I Taliban a KabulZabi Karimi/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

La "guerra lampo" dei Taleban?

La definizione di guerra lampo non si addice troppo agli scontri decennali e asimettrici che Nato e insurgent hanno imbastito in tutto l'Afghanistan a danno permanente delle popolazioni civili che hanno pagato con decine di migliaia di morti le trappole delle bombe artigianali (disseminate lungo la Ring Road) e il fuoco amico dei droni. Come una sedia tarlata che rovina al suolo l'Afghanistan è caduto nelle mani di coloro che si sono opposti all'occupazione occidentale in nome di un regime lontano anni luce da tutto.

L'esercito fantasma

Nonostante i miliardi di dollari spesi dagli Stati Uniti e dalla NATO in due decenni per sradicare il potere fondamentalista e poi per assicurare una polizia e un esercito che potessero reggere al confronto con i Taleban (una volta ritirate le truppe Usa) il paese dimostra di non condividere il disegno di una definitiva liberazione dagli eredi dei mujaheddin.

Abdullah Abdullah, capo dell'Afghan National Reconciliation Council ha deplorato la fuga del presidente dicendo ``che Dio dovrebbe ritenerlo responsabile. L'ex presidente afghano Ashraf Ghani, sua moglie, il suo capo di gabinetto e il consigliere per la sicurezza nazionale sono arrivati a Tashkent, capitale dell'Uzbekistan che può avere grandi interessi a manovrare diplomaticamente per disinnescare le pericolose nuove evoluzioni del potere afghano.

L'occidente in fuga

Molti paesi, tra cui Stati Uniti, Francia e Germania, hanno trasferito i loro presidi diplomatici all'aeroporto di Kabul e tutti stanno evacuando piuttosto celermente. Sono ore frenetiche queste in Asia centrale.