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Abdul Ghani Baradar, il possibile presidente del nuovo Afghanistan

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Di Paolo Alberto Valenti
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Abdul   -   Diritti d'autore  Ghani Baradar
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Abdul Ghani Baradar è ai vertici del potere talebano e potrebbe diventare il nuovo uomo forte di Kabul. Nato nel 1968 nella provincia di Uruzgan negli anni ‘80 ha combattuto al fianco dei mujaheddin contro i sovietici.

Sulla breccia dalla cacciata dei russi

Con la cacciata dei russi nel 1992 e la fiammata della guerra civile in Afghanistan, Baradar istituì insieme all'ex comandante Mohammad Omar una madrasa a Kandahar, cioè una scuola musulmana dove si impartivano insegnamenti di religione e diritto. Nel 2010 era stato arrestato dalle autorità pakistane a Karachi quando già era diventato una leggenda.

Scarcerazione e ritorno al potere

Nel 2018 i Talebani afghani ne annunciavano la scarcerazione e non passarono inosservati in quel periodi i poderosi tentativi statunitensi di far ripartire i colloqui di pace tra il movimento e il governo di Kabul. L'anno successivo Abdul Ghani Baradar veniva nominato a capo dell'ufficio politico dei Taleban a Doha, in Qatar, cioè la sede per i colloqui di pace. Così nel 2020 partecipa alla firma dell'accordo con gli Usa ma va detto che lo scorso luglio si è recato in Cina per incontrare a Tianjin il ministro degli Esteri della massima potenza asiatica, Wang Yi. In un video che era stato diffuso nei giorni scorsi il mullah Baradar (che letteralmente significa 'fratello') ha promesso serenità a tutta la nazione afghana e un futuro di opere per la pace.

Abdul Ghani Baradar resta comunque un fiero oppositore della democrazia. Lo scenario che adesso si presenta è quello del ritorno di un regime di matrice islamica radicale a Kabul. Nonostante i proclami di clemenza si tratta di un sistema complesso e antico in cui il messaggio fondamentalista si presenta all'antitesi di quello che sono le democrazie occidentali.

I fondamentalisti all'antitesi della democazia

I Taliban e i loro sodali teocratici musulmani sono un esempio di sistema politico che non conosce il concetto di democrazia e che rifiuta di confrontarsi ideologicamente con la modernità. L'unica linea di persuasione - che l'uso della forza non ha aiutato - poteva consistere nello smorzare il veleno del radicalismo religioso con l'analisi accurata di tutte le radici teologico-politiche musulmane per vedere fino a che punto sarebbero state operabili delle mediazioni con quello che sta alla base del concetto democratico occidentale. Ma adesso tutto è cambiato. La bandiera della Repubblica afghana ai tempi della Nato è stata arrotolata al momento dell'ingresso dei Taleban nei palazzi del potere a Kabul.