Allarme dell'Università di Glasgow: difensori più esposti alla demenza

Reinier e Vladimir Lorona si lanciano sul pallone con la testa durante la semifinale alle Olimpiadi di Tokyo 2020
Reinier e Vladimir Lorona si lanciano sul pallone con la testa durante la semifinale alle Olimpiadi di Tokyo 2020 Diritti d'autore Andre Penner/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
Di Cinzia Rizzi Agenzie:  University of Glasgow
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Secondo uno studio dell'ateneo scozzese, i calciatori sono più esposti a malattie neurodegenerative a causa dei colpi di testa

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I calciatori, in particolare i difensori, sono più esposti alla demenza e la ragione sarebbero i colpi di testa. È quanto emerge da uno studio pubblicato dall'Università di Glasgow, secondo il quale chi è in difesa, essendo più sollecitato nel gioco aereo, ha più probabilità di sviluppare malattie neurodegenerative.

Il team dell'ateneo scozzese si è basato sull'esame delle cartelle cliniche di circa 8.000 ex calciatori professionisti e 23.000 persone non praticanti il calcio.

Dal rapporto emerge inoltre che i rischi nei portieri non sono superiori a quelli della popolazione media, ma sono quattro volte superiori tra gli altri giocatori e ben cinque volte maggiori tra i difensori. Un altro fattore di rischio, infine, è la durata della carriera: il doppio rispetto a un soggetto medio, in caso di carriera breve, il quintuplo per una carriera lunga.

Ecco lo studio completo pubblicato sulla rivista medica JAMA Network Open.

Video editor • Cinzia Rizzi

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