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La mostra della spazzatura di San Pietroburgo

Di Euronews Agenzie:  Ap
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La mostra della spazzatura di San Pietroburgo
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Imparare a riciclare andando al museo. È quello che vogliono fare gli ideatori della mostra Pro Waste a Kudrovo vicino San Pietroburgo.

Se per l'Unione europea la raccolta differenziata è un tema di pubblico dominio, non vale lo stesso discorso per i russi, che producono 70 megatonnellate di rifiuti l'anno e ne riciclano meno del 10 percento. Così un'azienda privata "Synergy+", che si occupa anche di consulenza ecologica, ha messo su questa mostra in un edicio di tre piani realizzato usando 12 container, che potrebbero anche essere smontati e portati altrove.

Chi l'avrebbe mai detto che i cassonetti per la differenziata, molto comuni nell'Ue, sarebbero stati un'attrazione in Russia? È la prima cosa che si vede entrando nel museo. Poi da lì inizia tutto il percorso del rifiuto ricilato fino alla sua trasformazione in prodotto finito. Una sala è dedicata alla discarica, perché ovviamente non tutto si può riciclare.

Il direttore del museo, German Khilchenko, crede che sia importante aiutare le persone ad agire in modo da ridurre lo spreco.

"Questo perché coinvolgendo i rifiuti nella circolazione economica, riduciamo in tal modo la quantità di rifiuti che viene inviata in discarica. Meno rifiuti vanno in discarica, meno danni provocano all'ambiente", afferma Khilchenko.

Ma anche una discarica può essere bonificata ed essere trasformata per esempio in una stazione sciistica o in un campo da golf.

Si entra nella mostra come in un labirinto e alla fine si esce in un nuovo futuro verde brillante, che può essere associato alle risorse riciclate. La mission del nostro progetto è tutto sommato una cosa semplice: vedere i rifiuti non come spazzatura, ma come materia prima.
German Khilchenko
direttore della mostra

La mostra si apre con un finto inceneritore che promuove l'idea dei profitti persi. Bruciando i rifiuti, le persone gettano risorse nel camino quando potrebbero fare soldi con la produzione di prodotti con materiali riciclati.

Le sale successive simulano la raccolta differenziata in una fabbrica e raccontano ai visitatori quali prodotti possono essere realizzati con i rifiuti riciclati. Ad esempio: mobili stampati in 3D, carta, articoli per la casa e altro ancora.

"Mi piace molto la mostra - dice Sergei Bochin, un visitatore - Secondo me, dovrebbero esserci più centri museali aperti e potrebbero anche essere realizzati a livello governativo, non solo dai privati".

Oltre ai padiglioni dedicati alla tecnologia per la gestione dei rifiuti, la mostra comprende sale storiche. Tra cui quelle di epoca sovietica.

In Unione Sovietica l'atteggiamento nei confronti dei rifiuti era più consapevole. I manifesti sovietici invitano le persone a raccogliere e consegnare la carta usata nei punti di raccolta o li spingevano ad andare al negozio con un sacchetto di corda, invece dei sacchetti di plastica usa e getta.

In epoca sovietica c'era un sistema premiale per chi riciclava. Ogni città aveva il suo punto di raccolta per la carta. In cambio di quella usata si ricevevano soldi o un libro nuovo. Mentre la maggior parte dei negozi di alimentari accettava le bottiglie di latte o birra vuote. E alcuni addirittura le rimborsavano.

"All'inizio, quando ti ritrovi nell'era dell'URSS, ovviamente, è una specie di ritorno all'infanzia - dice Svetlana Krasova, una visitatrice - E capisci quanto in quel nostro passato ci siamo presi cura del nostro pianeta. Ma ora, sfortunatamente, tutto questo è stato dimenticato. E quando arrivi all'installazione dove si trova la discarica, diventa molto triste. E, naturalmente, inizi a chiederti quale tipo di contributo posso dare all'ambiente".