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Sadr City, quartiere sciita di Baghdad: strage al mercato prima della Festa del Sacrificio

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Di Cristiano Tassinari  & Euronews - AFP
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Strage al mercato in un sobborgo di Baghdad.
Strage al mercato in un sobborgo di Baghdad.   -   Diritti d'autore  AP Photo
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Attentato in un mercato di un sobborgo di Baghdad, la capitale dell'Iraq, alla vigilia di Eid al-Adha, la Festa del Sacrificio, la più importante celebrazione musulmana.

Almeno 30 le vittime, tra cui donne e bambini. Oltre 50 i feriti.

L'esplosione è avvenuta nel tardo pomeriggio di lunedì al mercato popolare di al-Woheilat (Wuyelat) di Sadr City, un enorme quartiere sciita nella parte orientale di Baghdad.

Si è trattato di un attacco suicida, rivendicato poco dopo dall'Isis.

Sadr City è la roccaforte dei sostenitori del leader sciita Moqtada al-Sadr, la cui influenza è spesso decisiva nella politica irachena: proprio pochi giorni fa ha annunciato la sua intenzione di boicottare le elezioni legislative in programma a ottobre.

"Questo attentato è un crimine atroce, di crudeltà senza precedenti".
Barham Saleh
Presidente dell'Iraq

Questo attacco arriva pochi giorni prima della visita negli Stati Uniti del primo ministro iracheno Mustafa al-Kadhimi, che sarà ricevuto dal presidente americano Joe Biden il prossimo 26 luglio.

Mesi di relativa calma

Si tratta del secondo attacco a Baghdad dal 21 gennaio scorso, quando 32 persone sono morte in un attentato in un mercato nel centro della capitale, a Bab al-Sharqi, poi rivendicato dall'Isis.

Un uomo ha fatto esplodere la cintura esplosiva e un secondo kamikaze si è fatto esplodere, mentre la folla si riuniva per cercare di aiutare le vittime della prima esplosione.

Un' autobomba, il 15 aprile, aveva fatto altre 12 vittime, in un mercato nel quartiere di Habibiya, parte orientale della capitale, a maggioranza sciita.

A maggio, quattro attacchi non rivendicati, ma attribuiti allo Stato Islamico, hanno preso di mira i soldati iracheni in alcune città vicino alla capitale, uccidendo 18 persone.

L'Isis, che controllava ampie fasce di territorio iracheno tra il 2014 e il 2017, è stato sconfitto dalle truppe irachene, sostenute da una coalizione internazionale anti-jihadista a guida statunitense.

Circa 3.500 truppe straniere sono ancora di stanza in Iraq, compresi 2.500 americani.