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Galatasaray "rimbalzato" all'ingresso in Grecia. La Turchia furiosa

Di Cinzia Rizzi
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I giocatori del Galatasaray in coda ai controlli all'aeroporto di Atene, Grecia
I giocatori del Galatasaray in coda ai controlli all'aeroporto di Atene, Grecia   -   Diritti d'autore  via Anadolu video
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Rimbalzati all'ingresso. No, non si tratta di un gruppo di amici che i buttafuori non hanno lasciato entrare in discoteca, ma di una squadra, il Galatasaray, che si è vista rifiutare l'ingresso in Grecia.

L'amichevole tra i turchi e l'Olympiakos, in programma questo martedì ad Atene, si è trasformata infatti un incidente diplomatico. I giocatori della squadra di Istanbul non sono usciti dallo scalo della capitale greca lunedì, a causa di un tampone non conforme.

Gli uomini di Terim hanno infatti presentato un test PCR inferiore alle 72 ore, ma secondo le autorità aeroportuali, per entrare in Grecia dalla Turchia ce ne vuole uno inferiore a 24 ore. Rifiutandosi di sottoporsi a un altro test, giocatori e staff hanno quindi recuperato i bagagli e ripreso un volo per Istanbul.

"Il trattamento maligno e antisportivo che il Galatasaray ha affrontato in Grecia non può essere accettato. Siamo sempre al fianco di tutte le nostre squadre!", ha twittato il ministro degli Esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu.

"In Grecia non si fanno sconti sulle questioni di Salute Pubblica. In Grecia, membro dell'Unione europea, i diritti umani sono pienamente rispettati", la frecciatina neanche tanto velata del segretario alla Protezione civile greco, Nikos Chardalias.

Il risultato: amichevole annullata e tensione sempre più palpabile tra Ankara e Atene. Non solo in campo politico.