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Babij Jar, storia di un massacro che non va dimenticato

Babij Jar, storia di un massacro che non va dimenticato
Diritti d'autore Efrem Lukatsky/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Di euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La memoria del massacro degli ebrei a Babij Jar è dolorosa per tutti i politici. Ma c'è chi prova a negare l'esistenza di quanto accaduto. Serve mantenere viva la memoria di quella tragedia

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Un massacro che ancora è nella memoria di tutti. In due giorni nel settembre del 1941, 34.000 ebrei furono uccisi nel burrone di Babij Jar a Kiev dai soldati nazisti. Fu l’inizio di quello che sarebbe stato chiamato "l'Olocausto dei proiettili". Con l'avvicinarsi dell'80° anniversario, il Senato francese ha tenuto una conferenza per raccontare l'orrore di quei giorni con l’obiettivo di non dimenticare un pezzo di storia, spesso dimenticata.

Lo scrittore Marek Halter, testimone della Shoah ci racconta che un leader ucraino una volta gli ha detto: "Non esiste un monumento dedicato a Babij Jar, è davvero così importante? Io ho risposto: quando c'è un monumento e lei ci passa accanto con suo figlio lui chiederà cos'è? E Lei dovrà dare una risposta.”

Diversi memoriali sono stati eretti a Babij Jar. Ma c’è chi chiede che venga svolto un ulteriore e accurato lavoro per non dimenticare quel drammatico episodio. La conferenza sul massacro è stata convocata da Vadim Rabinovich, deputato dell'opposizione ucraina e rappresentante della comunità ebraica.

Secondo Rabinovich la presenza di neonazisti in Ucraina è un ostacolo: "La Francia è il Paese dove è nata la democrazia. Se oggi non raccontiamo ai nostri amici europei cosa sta succedendo in un luogo storico come Babij Jar, un luogo dove sono state fucilate decine di migliaia di persone e dove non c'è nemmeno un piccolo monumento, sarà un grande problema".

La conferenza è stata organizzata con l'aiuto della senatrice francese Nathalie Goulet. Questo episodio dell'Olocausto non è sufficientemente noto in Occidente.

"Ogni giorno cerchiamo di combattere l'estremismo e l'antisemitismo. Queste ideologie sono contagiose, ci sono gruppi estremisti con ramificazioni ovunque. Quello che ho visto in Ucraina mi ha spaventata. Quando vedo che ex nazisti vengono onorati, che hanno funerali nazionali, non riesco a restare zitta. Credo che la Francia, che è un paese amico dell'Ucraina, che è un Paese sovrano, debba contribuire alla sopravvivenza di questa memoria storica.”

Le commemorazione sul massacro di Babij Jar si terranno, il 29 e 30 settembre a Kiev. Mentre c’è chi non ha mai dimenticato quegli orrori.

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