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Cyberattacchi e pandemia, come la malattia ha attaccato anche i computer europei

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Di Alberto De Filippis
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La situazione non è solo seria è drammatica. Da mesi ormai l'Unione europea, le sue aziende e le sue istituzioni continuano ad essere oggetto di attacchi informatici che ne minano la sicurezza e la stabilitâ. Questo anno di pandemia ha peggiorato lo stato delle cose. Il confinamento ha favorito il telelavoro, ma la sicurezza non è stata al passo con l'aumento delle minacce. Secondo l'Enisa, l'agenzia europea per la cybersicurezza, soltanto gli ospedali europei hanno visto un aumento del 47% di attacchi, mentre le operazioni che sono costate milioni di euro in danni economici, sono passate dalle 146 del 2019 alle 304 del 2020, e quest'anno il trend continua a peggiorare.

Così Jakub Boratyński, capo ciybersicurezza della DG per le comunicazioni: "Collettivamente con gli stati membri contiamo di investire 300 milioni di euro nei prossimi anni. Abbiamo una strategia di collaborazione fra squadre di pronto intervento per difendere le reti da attacchi esterni e l'anno scorso abbiamo iniziato una nuova strategia grazie a dei centri di cybersicurezza negli stati membri che monitorano 24 ore su 24 i network".

Malgrado tutto però, per alcuni questo non sembra abbastanza.

Miguel de Bruycker, del centro di cybersicurezza di Bruxelles dice: "Ci stiamo muovendo verso un internet delle cose, Tutto sarà connesso alla rete, dalle auto al riscaldamento delle case. Questi oggetti sono connessi, ma non hanno nessun meccanismo per migliorare automaticamente la propria sicurezza. Non esiste una legge che obblighi queste macchine a migliorare la propria sicurezza. È lì che saremo sempre più vulnerabili e che l'Europa deve fare qualcosa".

Una corsa contro il tempo dunque. una sfida che potrebbe costare miliardi alla Unione Europea se non affrontata in tempo.