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Si placano le tensioni al confine tra Kirghizistan e Tagikistan

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Manifestanti chiedono la consegna delle armi ai volontari, disposti a sostenere i residenti della provincia meridionale di Batken, dopo gli scontri con le truppe tagike
Manifestanti chiedono la consegna delle armi ai volontari, disposti a sostenere i residenti della provincia meridionale di Batken, dopo gli scontri con le truppe tagike   -   Diritti d'autore  VYACHESLAV OSELEDKO/AFP or licensors
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Un cessate il fuoco nella provincia di Batken, al confine tra Kirghizistan e Tagikistan, è stato concordato. Arriva in seguito a nuovi intensi combattimenti, che hanno ucciso una quarantina di persone e ne hanno ferite circa 175. Il Kirghizistan aveva accusato il Tagikistan di schierare le sue truppe nell'enclave de facto tagica di Vorukh. Gli scontri al confine sono scoppiati su una disputa per un serbatoio idrico e una pompa, la cui proprietà è rivendicata da entrambe le parti.

"Oggi, dopo la discussione, abbiamo raggiunto un accordo per risolvere le questioni, per garantire pace e stabilità in Kirghizistan e Tagikistan", dice Saimumin Yatimov, capo del Comitato di Stato per la sicurezza nazionale del Tagikistan. "Sono sicuro che possiamo raggiungere questo obiettivo".

"Spero che ci sarà il pieno silenzio, la pace nei nostri Paesi. In particolare, nei territori di confine. Speriamo davvero che le decisioni raggiunte, che abbiamo scritto nel protocollo, siano eseguite", spiega Kamchybek Tashiev, capo del comitato statale di sicurezza nazionale del Kirghizistan.

Gli scontri sono scoppiati quando i funzionari tagichi hanno cercato di montare telecamere di sorveglianza, per monitorare l'impianto di approvvigionamento idrico. Ma la disputa ha origini più lontane, a decenni fa, quando entrambi i Paesi facevano parte dell'Unione Sovietica.