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Francia, la jihad contro la polizia: le indagini dopo la morte dell'agente

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Francia, la jihad contro la polizia: le indagini dopo la morte dell'agente
Diritti d'autore  Michel Euler/Associated Press
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36 anni, tunisino, sconosciuto all'intelligence francese, ma frequentatore di siti online che glorificano il martirio: il profilo di Jamel G, ucciso dalla polizia dopo l'aggressione mortale nei confronti di una funzionaria di polizia di 49 anni nell'atrio del commissariato di Rambouillet, in Francia, prende forma.

Dice Jean-François Ricard, procuratore anti terrorismo: "Se la radicalizzazione dell'aggressore sembra poco contestabile, la presenza di certi disturbi della personalità potrebbe anche essere riscontrata. A questo proposito, il padre di Jamel G ha sottolineato che suo figlio aveva adottato una pratica rigorosa dell'Islam. D'altra parte, ha anche menzionato vari disturbi del comportamento da parte del figlio all'inizio dell'anno".

Secondo lo studio delle sue pagine social, l'aggressore avrebbe aderito lo scorso autunno a un'ideologia che legittima la violenza contro coloro che hanno offeso il profeta. Jamel G è stato anche sottoposto a 2 consultazioni psichiatriche in febbraio, che non hanno però richiesto un ricovero.

5 persone sono adesso in custodia cautelare, principalmente membri della sua famiglia e del suo entourage.

Questa è la 17esima azione terroristica di matrice islamista contro le forze dell'ordine in Francia, dal 2014. Da allora sono morti nove agenti di polizia o militari. Appena qualche giorno fa si era celebrato l'anniversario dell'uccisione del capitano di polizia Xavier Jugelé, vittima di un attacco jihadista sugli Champs-Elysées il 20 aprile 2017.