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Chi ha costruito il Canale di Suez, e perché

La Ever Given bloccata per giorni nel canale di Suez prima di venire disincagliata
La Ever Given bloccata per giorni nel canale di Suez prima di venire disincagliata   -   Diritti d'autore  AP Photo
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Venerdì 31 marzo 1871. Nino Bixio - comandante della prima nave italiana ad attraversare il Canale di Suez, il mercantile Maddaloni - svolge al Senato la sua interpellanza sul commercio orientale marittimo e caldeggia il ribasso delle tariffe del Canale di Suez e l’accordo con le potenze estere per stabilire alcune stazioni lungo la via delle Indie e della Cina.

Esattamente 150 anni esatti, il Canale di Suez torna sotto i riflettori italiani e mondiali dopo la disavventura della portacontainer Ever Given (220mila tonnellate), incagliatasi per traverso bloccando il commercio marittimo planetario.

Pochi sanno che nei primi 15 anni di vita della via d'acqua che collega il Mediterraneo all'Asia - tra il 1869 e il 1884 - la stessa sorte è toccata a circa 3mila navi.

A quei tempi, il Canale era molto meno largo di quello attuale e molto meno profondo. Ogni sei miglia c'erano delle piccole baie appositamente create per consentire il deflusso delle navi.

Attraversarlo richiedeva circa 40 ore: quattro volte tanto quanto si impiega oggi (c'è da dire che, allora, nel 1870, le navi erano più lente e non c'erano così tante persone che ordinavano mobili Ikea e caffé da un capo all'altro del pianeta).

Perché fu costruito il Canale di Suez?

Guardare una qualsiasi mappa del globo fa intuire come mai gli ingegneri francesi - allora l'Egitto era colonia di Parigi - decisero di scavare il Canale di Suez.

Tra il Mar Rosso e il Mediterraneo ci sono appena 121 km nel punto più vicino dell'istmo di Suez. Una distanza irrisoria rispetto alla necessità di circumnavigare l'Africa per raggiungere l'Asia e i mercati dell'Estremo Oriente.

Ma non furono i francesi i primi ad avere l'idea del Canale di Suez. Quando Alessandro il Grande arrivò in Egitto nel 332 a.C., esistevano già dei canali che collegavano il Mar Rosso al Nilo attraverso una rete di vie d'acqua, risalenti almeno al 1850 a.C..

Quando giunsero i Romani, due secoli dopo, ne venne realizzata un'estensione per facilitare il commercio e il trasporto di merci tra il delta del Nilo e il Mar Rosso - nulla però che facesse presagire un collegamento tra il Mediterraneo e l'Oceano Indiano.

Planet Labs Inc./AP
L'imbottigliamento causato dalla Ever Given all'ingresso del Canale di SuezPlanet Labs Inc./AP

Le vie d'acqua ancora in funzione nel 775 d.C. furono colmate di terra dal califfato abbaside.

Nonostante ingegneri veneziani e francesi discussero della costruzione di un nuovo canale fino al XVIII secolo - una sfida alle pretese coloniali portoghesi, olandesi e inglesi - ben poco venne effettivamente realizzato.

Almeno fino all'entrata in scena di Napoleone, che durante la sua permanenza in Egitto si recò sull'istmo per vedere personalmente i resti dell'antico canale.

Dietro suo impulso, vennero realizzate indagini e progetti per la realizzazione del Canale negli anni 1830 e 1850 fino a quando, nel 1856, le intenzioni vennero messe nero su bianco in maniera ufficiale e venne affidato ad una compagnia francese, la Suez Canal Company, un contratto d'affitto di 99 anni per costruire e gestire la nuova via d'acqua.

Inaugurazione ufficiale

Inizialmente vennero utilizzati lavoratori forzati egiziani e quindi quelli europei.

Le difficoltà incontrate sul terreno resero necessario un prolungamento dei lavori (10 anni invece che i 6 originariamente previsti), e alla fine il 17 novembre 1869 il Canale di Suez venne ufficialmente inaugurato.

In origine, il progetto era di proprietà francese 52-44 rispetto al sovrano d'Egitto, Said Pasha.

Sei anni dopo, tuttavia, l'Egitto - di fronte a crescenti difficoltà finanziarie - mise in vendita le sue consistenti partecipazioni nell'opera. Ad acquisire immediatamente l'intera quota egiziana ci pensarono gli inglesi, naturalmente.

RAOUL FORNEZZA/AP1957
La motonave italiana Oceania da quasi 13mila tonnellate trasporta 809 passeggeri in Australia passando per il Canale di Suez nel 1957RAOUL FORNEZZA/AP1957

L'Egitto continuò a ottenere solo marginali guadagni dal Canale fino almeno al 1956, quando Gamal Abdel Nasser nazionalizzò il Canale di Suez.

Durante la crisi di Suez, Israele invase il Sinai e la Gran Bretagna pianificò l'invasione dell'Egitto, ma fu persuasa a non farlo dagli Stati Uniti, guidati da Dwight Eisenhower, che minacciò di punire finanziariamente Londra in caso di disobbedienza.

Dal 2015, il canale di Suez è una delle principali priorità del regime di Abdel Fattah Al-Sisi, che ha pompato denaro pubblico in progetti infrastrutturali e nel progetto di allargare il canale.