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Canale di Suez: Ever Given disincagliata, il traffico può riprendere

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Canale di Suez: Ever Given disincagliata, il traffico può riprendere
Diritti d'autore  AP/AP
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La Ever Given è stata disincagliata ed è di nuovo in movimento. Ad annunciarlo è stata l'autorità che controlla il canale di Suez, aggiungendo che il traffico potrà riprendere da subito. In mattinata i rimorchiatori, tra cui l'italiano Carlo Magno, avevano liberato la poppa, sfruttando l'alta marea, e raddrizzato parzialmente la nave che si era incastrata diagonalmente nel canale.

Sono bastate poche ore per completare le operazioni e sbloccare finalmente una delle arterie principali del traffico mondiale di merci.

Tempi lunghi di smaltimento delle navi: 10 miliardi di valore delle merci

Ormai erano 400 le navi, compresa una trentina di petroliere, in attesa di attraversare Suez, sia verso il Mediterraneo che verso il Mar Rosso. Con la riapertura del Canale la coda verrà smaltita in tempi comunque lunghi: ci vorranno giorni, forse addirittura una settimana.

In sosta c'era una miriade di tipi diversi di merci: dai mobili Ikea al bestiame. L'Ong 'Animals International' teme una potenziale "tragedia" per circa 130.000 animali, di cui comunque le autorità egiziane hanno mostrato di interessarsi, inviando veterinari a bordo di cargo con pecore europee destinate a Giordania e Arabia Saudita.

In totale, il valore delle merci che sono rimaste ferme nella portacontainer incagliata si aggirava sui 10 miliardi di euro.

Un tweet del fornitore globale di servizi off-shore Inchcape Shipping precisa che la "Ever Given è stata rimessa a galla con successo alle 4.30".

Il sito di tracciamento navi Vesselfinder ha cambiato lo status della "Ever Given" in "under way" (in movimento), riportando una posizione ricevuta alle ore 6.05.

Primi effetti positivi

I primi successi nello sblocco del Canale di Suez fanno immediatamente calare il prezzo del petrolio.
Sul mercato, il greggio Wti del Texas scende sotto la soglia dei 60 dollari, con un calo del 2,2%, a 59.5 dollari al barile. Cala anche il Brent del Mare del Nord, a 63.3 dollari al barile (-1,9%).

Un passaggio strategico

L'anno scorso circa 19.000 navi sono passate attraverso il canale di Suez, secondo i dati ufficiali. Circa il 10% del commercio mondiale scorre attraverso questo passaggio strategico.

La chiusura forzata del Canale, ormai da una settimana, aveva già avuto impatto negativo sulle spedizioni di petrolio e gas verso l'Europa dal Medio Oriente.

Ma gli stessi paesi della zona erano in difficoltà: la Siria, ad esempio, aveva già iniziato a razionare la distribuzione di carburante nel paese.

Una stima indica in 9,6 miliardi di dollari al giorno il valore del traffico marittimo rimasto bloccato a Suez.

Grafica Euronews
Questa era la posizione della nave "Ever Given" prima della soluzione del problema.Grafica Euronews

Prima che la "Ever Given" cominciasse a muoversi, Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi aveva ordinato al direttore del Canale di Suez, Osama Rabie, di prepararsi a tutte le opzioni, dallo scarico di una parte dei 20.000 container alla rimozione della nave "con le maniere forti".

La "liberazione" della "Ever Given" fa tirare un sospiro di sollievo alle autorità egiziane e a tutto il commercio internazionale.

Altro che "maledizione dei faraoni"...

Oltre agli Usa, anche la Russia aveva offerto aiuto per risolvere una situazione che in Egitto ha scatenato anche la fantasia dei superstiziosi: visto l'accavallarsi, in una settimana, del portacointainer incagliato a Suez, di uno scontro fra treni con 19 vittime a Sohag e del crollo di un edificio al Cairo con 25 morti, sui social è impazzita la tesi della "maledizione dei faraoni", spiegata col disturbo arrecato agli antichi Re egizi dall'imminente traslazione di 22 mummie dal Museo di Piazza Tahrir.
A smentire la macabra teoria è dovuto intervenire l'archeologo superstar Zahi Hawass.