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Coronavirus nei Balcani: la Serbia vaccina gli stranieri

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Di Margherita Criscuolo
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Coronavirus nei Balcani: la Serbia vaccina gli stranieri
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I cittadini di Bosnia, Macedonia del Nord e Montenegro si sono riversati sabato nella capitale serba Belgrado per ricevere gratuitamente il vaccino anticoronavirus messo a disposizione nel weekend agli stranieri. Lunghe file davanti al principale centro di vaccinazione della città sotto il controllo della polizia.

"Non abbiamo i vaccini in Macedonia del Nord per cui sono venuto qui e sono molto grato di potermi vaccinare più velocemente che a casa mia", racconta uno di loro a cui fa eco un uomo bosniaco: "Non fa alcuna differenza vaccinarsi qui o in Bosnia, è comunque patria".

A differenza della Serbia, che ha uno dei tassi di vaccinazione pro-capite più alti d’Europa, soprattutto grazie a corposi acquisti del vaccino cinese Sinopharm e di quello russo Sputnik - oltre ad aver somministrato dosi di Pfizer e Astrazeneca - la maggior parte dei paesi dei Balcani ha lottato contro la carenza di dosi, avviando solo da poco tempo la campagna vaccinale.

Domenica l'Albania ha cominciato una campagna vaccinale di massa, in previsione dell'inizio della stagione turistica, dopo aver acquistato all'inizio della settimana 192.000 dosi del vaccino cinese Sinovac, mentre la Macedonia del Nord ha ricevuto il suo primo lotto di vaccini AstraZeneca, pari a 24.000 dosi, attraverso il programma internazionale Covax.

"Le nostre aspettative per quanto riguarda i tempi di consegna non sono state soddisfatte perché questa spedizione è arrivata con diverse settimane di ritardo, ma alla luce della richiesta globale di vaccini e visto che tutti i Paesi del mondo stanno fronteggiando questo problema, penso sia positivo che il sistema stia funzionando come previsto", ha commentato il ministro della Salute, Venko Filipce, dopo l'arrivo all'aeroporto di Skopje dell'aereo con il rifornimento.