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Australia: passata la tempesta si contano i danni. A preoccupare l'invasione di ragni e topi

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Australia: passata la tempesta si contano i danni. A preoccupare l'invasione di ragni e topi
Diritti d'autore  Tertius Pickard/AP2011
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Dopo le inondazioni ora nel Nuovo Galles del Sud in Australia ci si rimbocca le maniche. Le piogge torrenziali hanno distrutto e danneggiato case, strade, edifici. Il maltempo sembra essere passato. Ora tocca ripulire le zone colpite dal fango, dagli alberi caduti, dai detriti portati dall’acqua. Si rischiano danni all’agricoltura per milioni di dollari.

A Port Macquarie decine di volontari stanno aiutando i cittadini che hanno perso tutto. Abitazione e bestiame. Ci si aiuta tutti. C’è chi sorride e non si dispera. Si ritiene fortunato ad essere sopravvissuto a una tale furia della natura. A Windsor tutta l’area intorno al ponte è stata sgomberata e pulita. Disagi pensati si registrano invece nella zona di Richmond. Ora in queste regioni dell’Australia è far fronte all’invasione di topi, serpenti e ragni, di ogni specie, anche quelli molti anche pericolosi che si annidano ovunque.

Agricoltura: danni per miliardi di dollari

I coltivatori sono molto preoccupati di questa invasione per la raccolta del grano e perché potrebbe provocare la distruzione del fieno che servirà nel corso dell’inverno nell’emisfero sud. Migliaia di roditori, in questi giorni, stanno assaltando silos, fienili e case. Almeno tre persone sono stati ricoverate dopo essere state morse dagli animali, mentre i supermercati conservano il cibo in contenitori sigillati. Nelle regioni interessate sono state oltre20 le persone fatte evacuare.

Il ritorno di un po’ di sole ha consentito al Primo ministro Scott Morrison di sorvolare le aree colpite dalle inondazioni nel nord-ovest di Sydney per cercare di farsi un’idea della gravità della situazione. La premier del Nuovo Galles del Sud, Gladys Berejiklian, ha fatto sapere che anche se le condizioni meteo sono migliorate e il sole splende, parti dello Stato più popoloso del Paese sono ancora sotto osservazione: "Non siamo certamente fuori dall'emergenza in termini di pericolo immediato di inondazioni, ma dobbiamo cominciare a pensare alle operazioni di pulizia e alla ricostruzione".

Meno inquietanti le spettacolari cascate che scendono dalle pendici di Uluru, l'iconico massiccio roccioso sacro agli aborigeni, causate dalle piogge torrenziali. Quella appena passata è la peggiore alluvione degli ultimi 50 anni, in più accaduta in periodo di pandemia.