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Covid: le restrizioni spaccano l'Europa in due, italiani esausti

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Di Antonio Michele Storto
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Londra, 25 febbraio 2021. Un cartello pubblicitario ammonisce i passanti: "agisci come se già avessi il virus. Chiunque può diffonderlo"
Londra, 25 febbraio 2021. Un cartello pubblicitario ammonisce i passanti: "agisci come se già avessi il virus. Chiunque può diffonderlo"   -   Diritti d'autore  Kirsty Wigglesworth/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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Londra Parigi, Berlino: fino a poco più di un anno fa sarebbe stato impensabile vedere le strade di alcune delle maggiori metropoli del Vecchio continente svuotarsi per intere settimane. Ma la pandemia ha costretto gli europei a convivere con restrizioni che ne stanno minando la capacità di sopportazione. Un fardello pesante per popolazioni che considerano sacra la libertà di movimento.

Viene da chiedersi, dunque, quanto ancora gli europei siano disposti a tollerare questo tipo di rinunce; una domanda a cui Euronews ha cercato di rispondere sondando le opinioni dei cittadini di Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna, quattro tra i paesi più colpiti.

Il rispetto delle restrizioni

Circa la metà dei francesi (52%) e degli italiani (50%) e poco più tra britannici e tedeschi (61% entrambi) sono convinti che i rispettivi connazionali stiano rispettando regole e restrizioni: il che mostra abbastanza chiaramente come queste ultime abbiano spaccato, in un certo senso, a metà la popolazione.

E la loro utilità

Ancora una metà del campione tedesco (48%) e italiano (49%) è inoltre convinto che le restrizioni siano più utili che dannose; percentuale che sale invece al 65 per cento tra i britannici ma scende drammaticamente tra i francesi: solo il 36 per cento di loro è convinto dell'utilità delle misure imposte, mentre il 47 crede che i danni superino i benefici

Tedeschi, italiani e britannici tendono a pensare che l'approccio del loro governo sia giusto, né troppo rilassato né troppo restrittivo. Ma 4 francesi su 10 pensano che le misure attuali non siano abbastanza severe, anche se il maggior numero di persone vede le restrizioni come dannose

Il livello di sopportazione

A esasperare la popolazione sembra siano soprattutto i disagi portati dalla chiusura delle scuole, che costringe le famiglie a riorganizzarsi attorno a una presenza molto più massiccia dei figli; e soprattutto la perdita o la precarietà senza precedenti del lavoro.

Situazioni che ovviamente pesano sul giudizio finale degli europei. Circa un terzo di tedeschi, francesi e italiani crede che le misure siano troppo restrittive, un dato che tra i britannici scende a meno di un quinto (18%) della popolazione.

A spaccare di nuovo la popolazione a metà è invece il dato relativo alla tolleranza della vita in confinamento: in Francia, Germania e Gran Bretagna il 50 per cento dei cittadini si dice abituato, mentre l'altra metà si dichiara esausta. L'eccezione in questo caso sono gli italiani, dove il gruppo degli esasperati ammonta al 57 per cento, contro il 43 dei tolleranti