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Covid: l'Italia si tinge di rosso, mentre la Francia punta a riaprire

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Di Antonio Michele Storto
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Covid: l'Italia si tinge di rosso, mentre la Francia punta a riaprire
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Si era parlato di un graduale ritorno alla normalità a partire dalla prossima settimana, ma sembra che i tedeschi dovranno ancora spettare.

Qualche timida riapertura potrebbe esserci, laddove le infezioni da Covid andranno calando in maniera decisa; ma anche per il mese di marzo la maggior parte degli esercizi commerciali in Germania dovrà restare con le serrande abbassate.

Ristoranti e alberghi sono chiusi ormai dall'inizio di novembre, nel paese, che ha mantenuto però aperti a oltranza gli istituti scolastici.

Un po' l'inverso di quanto accaduto in Italia, dove le scuole sono rimaste aperte a singhiozzo mentre le attività commerciali hanno dovuto barcamenarsi col sistema delle restrizioni "a zona". Ma anche nel Belpaese le chiusure cominciano a viaggiare a ritmo sostenuto, man mano che molti comuni - dalla Lombardia fino all'Abruzzo e oltre - rientrano in zona rossa: tra questi, le aree metropolitane di Bologna e Modena e l'intera provincia di Como.

Secondo l'ex capo della Protezione civile, ora consulente del governatore lombardo Fontana per il piano vaccinale, tutto il paese - ad eccezione della Sardegna - si starebbe avvicinando a passi spediti verso un'unica zona rossa.

E se in Italia un eventuale lockdown rischia di coincidere proprio con la primavera, qualche spiraglio inizia invece a scorgersi in Francia, che pure registra un tasso di mortalità tra i più alti in Europa ed un forte aumento nelle infezioni.

Secondoil portavoce del governo Gabriel Attal - che rivendica il successo avuto finora dal piano vaccinale dell'Eliseo - le restrizioni potrebbero essere revocate tra poco più di un mese. "Vaccinare i più fragili - ha detto Attal - significa proteggere i nostri ospedali e proteggere i nostri ospedali ci dà la possibilità di allentare il più rapidamente possibile i vincoli che pesano sulla nostra vita quotidiana da diversi mesi. Non è un orizzonte lontano e incerto, è un orizzonte che si avvicina sempre di più, speriamo già a metà aprile, che è la data su cui stiamo lavorando".

Segnali positivi - al netto delle 10mila infezioni registrate nelle ultime 24 ore - arrivano anche dalla Russia, dove un'ospedale riconvertito a centro Covid è potuto tornare a svolgere servizio regolare nella città di Volgograd