EventsEventiPodcasts
Loader
Find Us
PUBBLICITÀ

La rotta alpina dei migranti. L'esodo in tempo di emergenza Covid

La rotta alpina dei migranti. L'esodo in tempo di emergenza Covid
Diritti d'autore Kemal Softic/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
Diritti d'autore Kemal Softic/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
Di Debora Gandini
Pubblicato il
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto:Copy to clipboardCopied

La rotta alpina dei migranti. L'esodo in tempo di emergenza Covid-19. Viaggio sulle Alpi italo-francesi dove centinaia di immigrati, in condizioni disperate, cercano di entrare in Francia. Per la Croce Rossa Italiana è emergenza sanitaria. I volontari chiedono aiuto alle istituzioni

PUBBLICITÀ

A causa delle restrizioni imposte dal Covid-19 attraversare i confini all'interno dell'Europa diventano sempre più difficoltoso. Per migranti e richiedenti asilo arrivati attraverso i Balcani resta estremamente critica la situazione. Sono centinaia quelli che cercano, ogni giorno, di passare la frontiera alpina nord-occidentale: destinazione la Francia. Un viaggio della speranza. Percorrere le Alpi, specie in inverno, è difficilissimo anche per chi ha superato altri ostacoli nella vita. Molti si incamminano di notte per non essere fermati dalla gendarmeria francese e rispediti in Italia.

La chiamano la “rotta alpina”, 12mila passaggi in tre anni solo nei 12 chilometri che collegano Claviere a Briançon. Una rotta rimasta sotto traccia. Le montagne che vanno dalla Liguria alle Alpi Cozie hanno, tuttavia, visto passare circa 50mila persone. Uomini ma anche bambini che macinano chilometri e piedi, sotto il sole, la pioggia, la neve. Senza un rifugio. Spesso senza cibo, acqua e medicinali. Ma con un obiettivo: raggiungere i paesi del nord Europa per una vita migliore.

Amir Hotak ha 23 anni. E’ fuggito dall'Afghanistan. Ci spiega che è andato in Iran. Poi in Turchia. Di qui ha raggiunto la Grecia. Passando dall’Albania, è arrivato in Montenegro. Poi in Bosnia, Croazia, Slovenia e infine è arrivato in Italia.

A monitorare il versante italiano delle Alpi c’è la Croce Rossa Italiana. Nel 2017 e 2018 questa era la rotta dei migranti che arrivavano dall'Africa via mare. Ora, come raccontano alcuni volontari, è cambiato tutto. Michele Belmondo lavora da tempo con CRI: "A partire dal 2020 è cambiata la tipologia dei migranti che passano da questa zona. Sono soprattutto famiglie con bambini che provengono dalla rotta balcanica. I principali paesi d’origine sono Afghanistan, Iran, Iraq. Capita spesso che ci siano incidenti o valanghe. Un altro grande pericolo sono le temperature, il freddo. Se non si è adeguatamente equipaggiati con guanti e indumenti termici, passare una notte a -15 o –20 gradi può essere mortale.”

Dal 2017 sono circa 5mila i migranti soccorsi dalla Croce Rossa nella cittadina piemontese di Claviere. 1.500 nel solo mese di ottobre. I volontari chiedono l’aiuto delle istituzioni per far fronte a una situazione ormai di vera emergenza. Non solo per la pandemia.

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Latina, indagato datore di lavoro per morte bracciante: aveva abbandonato Satnam con braccio mozzato

Italia: i migranti di Monfalcone accendono il dibattito in vista delle elezioni europee

Difesa: Mare Aperto 2024, la più grande esercitazione navale nel Mediterraneo centrale