Migranti, fermo amministrativo di 20 giorni per Open arms: "Ostacolato motovedetta libica"

Un'imbarcazione di migranti aspetta di essere soccorsa dall'ong Open Arms, 30 miglia a nord della Libia, 17 giugno 2024
Un'imbarcazione di migranti aspetta di essere soccorsa dall'ong Open Arms, 30 miglia a nord della Libia, 17 giugno 2024 Diritti d'autore Joan Mateu Parra/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Michela Morsa
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La ong spagnola è stata raggiunta dal provvedimento di fermo amministrativo e da una sanzione che può arrivare a 10mila euro con l'accusa di aver violato il decreto Piantedosi, che regola gli interventi in mare

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Un'imbarcazione della ong spagnola Open arms è stata posta in fermo amministrativo per venti giorni, con una sanzione che può arrivare fino a diecimila euro, per aver violato le regole del decreto Piantedosi, che norma gli interventi di soccorso delle ong nel Mar Mediterraneo. 

L'accusa per il comandante e l'equipaggio è di aver ostacolato una motovedetta della guardia costiera libica durante il soccorso di un'imbarcazione di migranti, disattendo anche le indicazioni del Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo. 

Per questo all'arrivo della nave al porto di Crotone nella serata del 20 gennaio, una volta terminato lo sbarco di 57 migranti salvati in tre differenti interventi, le autorità italiane hanno ascoltato per oltre sei ore il personale di bordo, contestandogli una serie di inadempienze. 

In particolare le forze dell'ordine hanno ricevuto dalla Libia la segnalazione che la Open arms avrebbe ostacolato una loro motovedetta durante il soccorso di 45 persone che erano su una imbarcazione in acque Sar libiche. L'intervento sarebbe stato negato anche dall'Imrcc e i migranti sono stati poi prelevati dall'unità navale libica

La replica di Open arms

La ong spagnola ha contestato la procedura, ritenendola "del tutto ingiustificata", dal momento che i tre salvataggi effettuati sono stati "coordinati dalle autorità italiane e seguiamo tutte le indicazioni ricevute dal Centro di coordinamento marittimo". 

"Rispettiamo tutte le indicazioni ricevute dal Mrcc di Roma - dice in un video postato sui social Oscar Camps, fondatore della ong - incluso quella che ci ordinava di andare a vedere una quarta imbarcazione alla deriva per verificare la condizione delle persone che si trovavano a bordo". 

Camps aggiunge: "In mare lo Stato di diritto è stato sospeso, le navi umanitarie operano senza un quadro giuridico chiaro, quindi è impossibile garantire la sicurezza e i diritti di coloro che cercano di attraversare il mare in una situazione di vulnerabilità".

La condanna al governo del Partito democratico

"L'ennesimo atto messo in campo contro le ong è l'effetto della politica governativa scellerata. Una politica governativa che persegue con cinismo la criminalizzazione sistematica del soccorso e che non interviene per fare le uniche cose che servirebbero: aprire nuove vie legali per evitare che le persone finiscano nelle mani dei trafficanti e intervenire in Ue per dare vita ad una mare nostrum europea", ha commentato Pierfrancesco Majorino, responsabile per l'immigrazione nella segretaria nazionale del Pd. 

"Opern Arms va messa subito nelle condizioni di operare e si devono cambiare le politiche. Il fatto poi che la responsabilità di Open Arms sarebbe quella di aver ostacolato la guardia costiera libica, cioè il braccio operativo delle peggiori pratiche di segregazione delle persone, conferma la situazione allucinante nella quale ci troviamo", ha aggiunto.

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