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Corte europea dei diritti dell'uomo: "Navalny libero subito!"

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Alexei Navalny durante un'udienza del suo processo a Mosca
Alexei Navalny durante un'udienza del suo processo a Mosca   -   Diritti d'autore  Babuskinsky District Court Press Service via AP
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Alexei Navalny dev'essere liberato. Subito. È quanto chiesto dalla Corte europea dei diritti umani (Cedu) alla Russia e si tratta di una prima volta. Mai prima d'ora, infatti, la Corte aveva preso una tale decisione, secondo la legale dell'oppositore del presidente Vladimir Putin, Olga Mikhailova.

"Il 16 febbraio 2021, la Corte ha deciso di indicare al Governo russo, ai sensi dell’Articolo 39 del Regolamento della Corte, una misura provvisoria in vista della liberazione del ricorrente", si legge nel comunicato della Cedu. "Questa misura si dovrà applicare con effetto immediato. La Corte ha tenuto conto della natura e dell’entità del rischio per la vita del ricorrente, dimostrato prima facie ai fini dell’applicazione della misura provvisoria e considerato alla luce delle circostanze generali dell’attuale detenzione del ricorrente. Questa misura è stata accordata lasciando impregiudicate la decisione della Corte sul merito della presente causa e le competenze del Comitato dei Ministri".

Immediata la risposta del Cremlino, che attraverso il ministro della Giustizia Konstantin Chuychenko, ha fatto sapere che ritiene "illegittima" la richiesta e quindi inapplicabile, perché senza alcuna base giuridica. "Si tratta di una chiara e grossolana interferenza nelle attività della magistratura di uno Stato sovrano", ha detto il ministro ai giornalisti.

Il dissidente russo questo sabato torna in tribunale, al Babushkinsky di Mosca dov'è atteso il verdetto sull'appello presentato dalla sua difesa, contro la condanna a 3 anni e mezzo di reclusione nel caso Yves Rocher.