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Cipro, il presidente Anastasiades davanti alla commissione d'inchiesta: fine dei "passaporti d'oro"

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Nikos Anastasiades chiamato a testimoniare alla commissione d'inchiesta.
Nikos Anastasiades chiamato a testimoniare alla commissione d'inchiesta.   -   Diritti d'autore  Petros Karadjias/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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Il discusso metodo del governo di Nicosia, ribattezzato dalla stampa "Passaporti d'oro" è finito davanti ad una commissione d'inchiesta.

Investimenti a Cipro in cambio della cittadinanza cipriota e, quindi, del passaporto comunitario.

Ma dopo tre ore di testimonianza al Filoxenia Conference Center di Nicosia, il presidente cipriota Nikos Anastasiades chiude la pratica affermando che il progetto "cittadinanza per investimenti" - uno scandalo già venuto a galla ad ottobre - semplicemente non verrà riproposto.

"Una scelta di un governo disperatamente a corto di denaro"

Difendendo la decisione del 2013, quando divenne presidente, di incrementare la ricerca di nuovi investitori a cui concedere la cittadinanza cipriota, Anastasiades ha dichiarato che fu una scelta presa da un governo a corto di denaro, disperato, nel tentativo di evitare un tracollo finanziario.

"Quando ho assunto la presidenza nel 2013, lo Stato era sull'orlo del collasso. La liquidità disponibile era di 235,6 milioni di euro, che era appena sufficiente a coprire le esigenze per i successivi 30 giorni", ha dichiarato Anastasiades.

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Anastasiades all'ingresso dell'udienza con la commissione d'inchiesta.AP Photo

"Altri incentivi, ma non la cittadinanza"

All'uscita dall'udienza alla commissione d'inchiesta, un giornalista domanda ad Anastasiades:
- Presidente, dopo la sua testimonianza e supponendo che tutto vada come lei pensa, il programma di cittadinanza tornerà?

Anastasiades risponde categorico: "No! Ci saranno altri incentivi per attirare gli investimenti, ma non la cittadinanza".

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Anastasiades circondato dai giornalisti all'uscita dall'udienza.AP Photo

Tirato in ballo anche per le ricche consulenze del suo studio legale di famiglia, il presidente cipriota Anastasiades ha respinto ogni accusa di conflitto di interesse, affermando che tutte le domande di nazionalità, seguite a ricchi investimenti (il minimo, dai 10 milioni di euro iniziali, era sceso a 2 milioni e mezzo di euro), erano state autorizzate dalle banche, dai ministeri e dall'unità antiriciclaggio (il cosiddetto MOKAS).

Gli amici sauditi

Lo schema dei "Passaporti" d'oro ha generato per Cipro più di 7 miliardi di euro di investimenti, rilasciando in cambio migliaia di passaporti agli investitori, soprattutto attraverso accordi immobiliari. Tra di loro, anche 36 membri della famiglia reale saudita (che, pare, abbiano in realtà rifiutato la cittadinanza cipriota).

Il revisore generale della commissione d'inchiesta ha parlato della vicenda del presidente Anastasiades, che avrebbe usato un jet privato per recarsi a New York per l'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel settembre 2019.

In seguito, è emerso che il presidente aveva usato il jet di un investitore saudita per volare alle Seychelles per una vacanza con la sua famiglia.

Secondo il rapporto del revisore, una domanda di cittadinanza congiunta era stata presentata dal proprietario del jet, da due fratelli e da tre altri individui.

"Insieme ai sei individui, la cittadinanza è stata concessa a 36 membri delle loro famiglie (coniugi e figli), 19 dei quali erano membri delle famiglie dei tre fratelli", si legge nel rapporto del revisore generale.

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Il pregiato passaporto cipriota.AP Photo

La vicenda della Repubblica turca di Cipro del Nord

"Ora vorrei occuparmi di cose importanti", ha concluso Anastasiades, riferendosi al problema della Repubblica turca di Cipro del Nord, per la quale è previsto nei prossimi mesi, a New York, un summit del "5+Onu" - comprende i cinque paesi coinvolti nella storia - che sta tentando di dirimere la complicata matassa geopolitica di quella zona, attorno alla zona di Famagosta.

Cipro è divisa dal 1974, quando la Turchia invase e occupò ila parte settentrionale dell'isola.

L'ultimo round di colloqui sostenuto dalle Nazioni Unite ha avuto luogo nel 2017, nella località svizzera di Crans-Montana, ma non ha prodotto alcun risultato.