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Croazia, dopo il terremoto arriva il freddo assassino

Di Alberto De Filippis
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Il rigore invernale è arrivato in Croazia; nelle zone colpite dal terremoto. Centinaia di famiglie che hanno perso la casa devono preoccuparsi del freddo.

Le case crollate conservano ancora fresche tracce dei terremoti di dicembre. Come se non bastasse il disastro ha colpito più duramente le zone più povere della Croazia.

Dice Stevo Borota, un lavoratore in pensione a Petrinja, la cui famiglia ora vive nel seminterrato per stare al sicuro: "Ovviamente possiamo mangiare pane, lattine e cibi simili, ma mangiare con delle posate è qualcosa di completamente diverso. Sembra di vincere alla lotteria".

Il terremoto di magnitudo 6,4 ha scosso il paese alla fine del 2020 - il terremoto è stato avvertito in diversi paesi europei. Il sisma ha ucciso sette persone, compreso un bambino, ma le vittime potrebbero adesso diventare molte di più, visto che tanta gente non ha più niente e gli aiuti stentano ad arrivare.

Così Bara Vrbanac, abitante di un villaggio a Sibic: "Ho affrontato tante avversità - guerre, interventi chirurgici - ma questa è la peggiore di tutte".

Circa 50.000 le persone colpite. La magistratura ha aperto un'inchiesta sulla ricostruzione successiva al conflitto degli anni 90 quando è esplosa una terribile corruzione legata alla riedificazione, ma le cose non sono cambiate.