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Gloria Ghetti, la prof che occupa la scuola per difendere i diritti degli studenti

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Gloria Ghetti
Gloria Ghetti   -   Diritti d'autore  Gloria Ghetti
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La notte scorsa Gloria Ghetti ha dormito in classe. I nipoti che fanno alpinismo, le hanno dato sacco a pelo e materassino gonfiabile. Il sostegno di studenti e i colleghi non è mancato.

Lei, insegnante di Storia e Filosofia al liceo Torricelli Ballardini di Faenza, ci ha messo determinazione e sana voglia di rottura.

Rottura di uno schema che non può reggere oltre, dove la scuola italiana continua a fare la parte della Cenerentola in una società che sembra avere imboccato la notte più buia della sua storia.

G. Ghetti
Gloria Ghetti attivista di Primato alla scuolaG. Ghetti

"È stato un gesto di disobbedienza civile? Vogliamo definirlo così? Ho dormito in classe per chiedere la garanzia di un diritto costituzionale. L'articolo 34 della Costituzione recita: la scuola è aperta a tutti".

E così sia, allora. E in tutti i sensi. Perché le scuole chiuse non si possono più vedere in un'Italia che sembra mandare al macero il suo futuro migliore, quello dei giovanissimi che fra qualche anno prenderanno la guida del Paese.

G.Ghetti
Gloria Ghetti fa alcune ore di lezione in presenza all'apertoG.Ghetti

"Gli studenti rappresentano un'eterna primavera, sono in continua trasformazione, continua esplorazione verso l'esterno: oggi invece sono alle prese con una gelata fuori stagione, costretti a ripiegarsi su se stessi, a star chiusi e isolati. La collera monta e la rabbia repressa degenera in disturbi del sonno, attacchi di panico. Tutto questo in classe si controlla, o meglio si affronta".

Il luogo in cui si dorme è casa. La scuola a volte è più casa di tante altre case
Anna, liceale

Il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina aveva promesso che anche alle Superiori si sarebbe tornati in classe il 7 gennaio, a qualche giorno dall'inizio delle lezioni si è spostato il termine all'11 gennaio e si continua a fare didattica a distanza, Il timore è che di scadenza in scadenza si arrivi alla fine dell'anno facendo lezione attraverso le piattaforme social. Un punto di non ritorno per Gloria, impossibile non reagire.

"Socrate mi ha ispirato: ai pensieri bisogna che seguano le azioni, la scuola deve riaprire e io sono arrivata all'estremo di occuparla".

-Com'è andata la nottata in classe?

"Ho dormito poco a dirla tutta, avevo con me qualche libro, non mi sono mancati gli sms degli studenti, come quello di Anna che mi ha scritto "È bello quello che sta facendo, prof, il luogo in cui si dorme è casa, e per molti la scuola è più casa di casa propria".

Come dimenticare che la scuola per gli adolescenti è il primo luogo di confronto, di emancipazione, per molti è anche un luogo di fuga, " anche da se stessi", dice sempre Gloria, facendo eco al messaggino della studentessa.

"Ho avvisato il preside di quello che intendevo fare, mi ha detto "Ne prendo atto". Così ieri notte ho sentito uno strano senso di pace - continua - di serenità. Mi sentivo al mio posto, a posto con la mia coscienza. Spente le luci, il silenzio della notte si è affollato dei passi dei miei studenti, dei miei colleghi, delle loro risate, del loro entusiasmo e dei loro timori. Mi sono sentita forte. Mi sono detta è la direzione giusta, indietro non si torna".

-I cattivi pensieri però non mancano.

"Sa che l'atomizzazione è alla base di tutti i regimi?"

-Cosa vuole dire, non starà per caso insinuando...

"Certo che no, ma capisce che qualche dubbio, più che legittimo a questo punto, mi viene. E non mi riferisco solo a oggi. Dalla riforma Gelmini in poi, la scuola è stata puntualmente dimenticata. È un processo lento, direi quasi subdolo, con cui invece che formare cittadini si vuole educare sudditi. Non le pare?".

È un processo lento, direi quasi subdolo, con cui invece che formare cittadini si vuole educare sudditi
Gloria Ghetti

Tante domande, poche risposte. E poche reazioni. Almeno finora.

-Qualcuno si è fatto sentire? Intendo dal Provveditorato (Ufficio scolastico regionale ndr) o dal ministero?

"Niente, nessuno al momento. Poco male, la battaglia è di quelle che contano, la scuola non è informazione, è e resta un luogo dove formare coscienze e consapevolezza".

Stamani il portone del liceo Torricelli Ballardini si è chiuso alle spalle di Gloria Ghetti: "I rumori della città non sono riusciti a colmare il silenzio di una istituto vuoto. Non c'è niente di più triste e illogico di una scuola vuota. Ministro Azzolina ci ascolti".

E agisca. In fretta.

Journalist name • Cecilia Cacciotto

Risorse addizionali per questo articolo • diego malgangi