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Gli "amici" politici: condanna per le violenze, non per Trump (tranne Berlusconi)

Marine Le Pen tenta di difendere Trump e attacca i colossi di Internet.
Marine Le Pen tenta di difendere Trump e attacca i colossi di Internet. Diritti d'autore Patrick Semansky/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
Diritti d'autore Patrick Semansky/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
Di Cristiano TassinariRedazione italiana Euronews
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I tweet degli amici: da Marine Le Pen a Matteo Salvini, a Benjamin Netanyahu. Tutti condannano le violenze di Washington, nessuno condanna apertamente Trump. Commento severo, invece, da Berlusconi.

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Come hanno vissuto e commentato i fatti di Washington i politici amici di Trump in Europa e nel mondo?

Come vedremo da questa carrellata di tweet - il mezzo di comunicazione più amato dal presidente americano uscente -, tutti condannano le violenze, ma nessuno condanna apertamente Trump.

Marine Le Pen, leader del Rassemblement National francese, è la più combattiva nel sostenere l'ormai ex presidente USA: "Penso che in una democrazia si abbia il diritto di contestare e manifestare, ma pacificamente. Sono choccata dalle immagini di Washington...".
E poi una stoccata.

"Trump deve condannare quello che è successo, ma il suo video di appello alla calma è stato censurato dai social network e questa censura solleva interrogativi, anche in Francia".
Marine Le Pen
52 anni, Leader Rassemblement National

Dall'Italia, due righe per Matteo Salvini, da sempre estimatore dichiarato di Trump: "La violenza non è mai la soluzione, mai. Viva la Libertà e la Democrazia, sempre e dovunque".

Cauta anche l'opinione di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia: "Seguo con grande attenzione e apprensione quanto sta accadendo negli Stati Uniti, mi auguro che le violenze cessino subito come chiesto dal Presidente Trump".

Sorprendentemente duro, invece, Silvio Berlusconi.
Cosi il numero 1 di Forza Italia "scarica" Trump: "Aver suscitato, incoraggiato, evitato di condannare questo tipo di comportamenti è un comportamento che nessun leader politico dovrebbe permettersi in un paese democratico.
La presidenza Trump, che ha avuto anche aspetti positivi, si conclude nel peggiore dei modi".

Da Downing Street, Boris Johnson, che ha sempre mantenuto ottimi rapporti, almeno commerciali, con la Casa Bianca, scrive: "Scene vergognose dal Congresso, Ma gli Stati Uniti sono sempre stati per la democrazia in tutto il mondo e ora è vitale che ci sia un trasferimento di potere pacifico e ordinato".

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, fedele alleato di Trump in questi anni, ha scritto: "L'illegalità e la violenza sono l'opposto dei valori che amano americani e israeliani. La furia di ieri al Campidoglio è stato un atto vergognoso. Non ho dubbi che la democrazia americana prevarrà...".

Pur non essendosi mai dichiarato un fan di Trump, interviene anche il premier di centro-destra della Repubblica Ceca, Andrej Babiš: "Quello che è successo negli Usa è un attacco inaccettabile e senza precedenti alla democrazia. Quattro vite sono state perse e il processo democratico è stato interrotto".

Altri leader, più o meno vicini a Trump, hanno preferito non commentare.
Nessun commento ufficiale da parte di Vladimir Putin, di Viktor Orbán (profilo Twitter sospeso) e di Angela Merkel (che non è su Twitter).

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