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Ue, le sanzioni solo cosmetiche alla Turchia che non fanno paura a Erdogan

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Ue, le sanzioni solo cosmetiche alla Turchia che non fanno paura a Erdogan
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Altro Vertice, altra scadenza per il presidente turco ma nessuna vera sanzione. I leader dell'Unione europea riuniti a Bruxelles per il Summit del 10 e 11 dicembre hanno deciso di sanzionare le azioni "illegali e aggressive" della Turchia nel Mediterraneo nelle acque territoriali di Grecia e Cipro, ma in realtà Ankara non sembra affatto preoccupata.

Il fronte delle sanzioni dure e pure infatti appara piuttosto minoritario cosiderato che Germania, Spagna e Italia sostengono una linea più morbida, mentre Francia, Grecia e Cipro vorrebbero invece imporre sanzioni economiche dure e un embargo sulla vendita di armi alla Turchia.

Le divisioni dipendono ovviamente dal prevalere degli interessi nazionali su quelli comunitari. Il caso italiano ne è un chiaro esempio. Secondo l'esperto di Turchia, Michael Tanchum, analista presso l'Istituto austriaco per gli studi europei e sulla sicurezza, “per l'Italia la priorità sul piano della politica energetica è la Libia. La compagnia Eni, in buona parte compartecipata dallo Stato italiano, controlla il 45% della produzione italiana di petrolio e gas. Tutto il gas della Libia, tutto il suo gas naturale va in Italia. Quindi, l'Eni e l'Italia hanno un forte interesse ad allinearsi alle posizioni della Turchia in Libia”.

Anche Malta ha recentemente stretto un accorso militare con la Turchia per controllare e limitare i traffici illegali di migranti, armi e droga, che passano via mare diretti verso la Libia. Quanto alla Spagna, i legami con Ankara sono piuttosto economici. “La Spagna – riprende Tanchum - ha comprato molti titoli di debito turco, la sua esposizione ammonta a 63 miliardi di dollari, che è più di Francia, Germania, Italia e Regno Unito messi insieme”.

Per il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, Manfred Weber, a marzo l'Unione dovrebbe seriamente mettere in campo sanzioni più dure, perché in gioco “ne vale della nostra credibilità”, ha commentato duro.

L'ufficio dell'Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrel presenterà presto una lista di sanzioni a nuovi individui e enti turchi ma i leader europei sembrano voler aspettare l'insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca per coordinare con il nuovo presidente americano le prossime mosse contro Ankara.

Ma intanto questa amministrazione americana ha appena varato nuove sanzioni contro la Turchia , il 14 dicembre scorso infatti : il segretario di Stato Mike Pompeo ha annunciato sanzioni contro l'agenzia governativa di Ankara che si occupa dell'acquisto di armamenti (Sbb) come ritorsione per l'acquisizione del sistema missilistico russo S-400.