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Regno Unito: la Brexit senza accordo minaccia il settore auto

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Regno Unito: la Brexit senza accordo minaccia il settore auto
Diritti d'autore  David Zalubowski/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Mini è un'icona britannica. Un design che dura dal 1959. Il Regno Unito è nel suo Dna, ma da 20 anni fa parte del gruppo tedesco BMW.

La maggior parte delle Mini è assemblata a Oxford con componenti di una catena di fornitura internazionale. Parti del motore attraversano il canale della Manica tre volte prima che una nuova auto esca dalla linea di produzione.

Se l'accordo Brexit non venisse concluso, potrebbe esserci una tassa del 10% a ogni passaggio di frontiera. Con l'ultimo balzello, quando l'auto finita sarà esportata per la vendita.

Mike Hawes, ad di Motor Manufacturers and Traders, dice: "Abbiamo bisogno di un accordo. Quanto grande, quanto ampia sarà l'intesa, maggiore sarà l'influenza sulla vitalità del settore. Dobbiamo evitare le tariffe, che minacciano la competitività dell'industria britannica".

La maggior parte delle case automobilistiche britanniche è in mani straniere. Jaguar Land Rover, appartiene al gigante indiano Tata. Le auto vendute nel Regno Unito come Vauxhall sono conosciute come Opel nel resto d'Europa, di proprietà della gruppo francese di Peugeot e Citroen.

E alcuni dei maggiori produttori dell'industria britannica, Nissan e Toyota, sono giapponesi. Honda ha già annunciato che l'anno prossimo chiuderà lo stabilimento britannico.

Secondo David Bailey, docente di strategia industriale dell'Università di Birmingham, "in un certo senso, i giapponesi ci stanno pensando seriamente a mollare tutto. Questo è un settore che funziona con margini molto stretti, quindi una tariffa del 10% colpirebbe le vendite, i profitti e ci sarebbero punti interrogativi sul futuro degli impianti nel Regno Unito".

Lo sviluppo dell'ultimo modello della Mini è già stato messo in stand by. Già l'anno scorso un dirigente BMW ha avvertito che, senza un accordo Brexit, sarebbe statato opportuno considerare il trasferimento della produzione dell'icona britannica delle 4 ruote fuori dal Regno Unito.

"L'assenza di un accordo commerciale praticabile e privo di attrito sarebbe dannoso per la nostra industria - scrive BMW - esortiamo le parti a continuare a lavorare per un accordo a tariffa zero che vada a beneficio del Regno Unito, dell'Ue e dei nostri clienti".

Anche senza Brexit, l'industria automobilistica è in continuo movimento. Le fabbriche hanno bisogno di ripensarsi per costruire la prossima generazione di auto più pulite. I produttori si aspettano di vendere meno macchine man mano che il car sharing diventa più popolare. I costi di produzione saranno un fattore determinante per il futuro di un settore in fermento.