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Covid-19: la Casa Bianca non risponde al telefono per tracciare i contatti di Trump

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Di Rafael Cereceda
Una manifestazione di fronte alla Casa Bianca, il 3 ottobre 2020.
Una manifestazione di fronte alla Casa Bianca, il 3 ottobre 2020.   -   Diritti d'autore  AP
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I funzionari del Dipartimento della Sanità di Washington non sono proprio riusciti a parlare con la Casa Bianca, nonostante l'intenzione di aiutare lo staff del presidente a rintracciare i contatti e attuare altri protocolli riguardanti l'attuale epidemia di Covid-19, che colpito pure Donald Trump e diversi membri del suo entourage.

Il telefono suona, ma nessuno risponde

"Abbiamo chiamato la Casa Bianca ad un paio di livelli diversi, un livello politico e un livello di salute pubblica", ha detto la sindaca di Washington Muriel Bowser.
Ma, a quanto pare, non c'è stato niente da fare.
Il telefono suona, ma nessuno risponde.

Un rappresentante del Dipartimento della Sanità di Washington, in realtà, si è avvicinato alla Casa Bianca, ma - spiega la sindaca - "ha avuto una conversazione molto superficiale che non abbiamo considerato un contatto sostanziale dal punto di vista della sanità pubblica".

La mancanza di comunicazione rappresenta un ostacolo indesiderato e inaspettato per il Comune di Washington e per il distretto di Columbia, che si stanno adoperando per contenere la diffusione del virus attraverso requisiti obbligatori di mascherine e distanziamento sociale.

L'ufficio della sindaca di Washington, che ha affrontato pubblicamente l'amministrazione-Trump in diverse occasioni, si trova in una posizione difficile rispetto all'attuale epidemia.

AP
Muriel Bowser, sindaca di Washington.AP

Alla Casa Bianca, Trump ha operato per mesi in aperta violazione di diverse normative emanate dal Comune di Washington sul virus, tenendo molteplici riunioni che hanno superato il limite locale di 50 persone e in cui molti partecipanti non indossavano mascherine. Lo stesso presidente, appena uscito dall'ospedale, si è confermato praticamente un negazionista del Covid-19, dichiarando che "è più pericolosa l'influenza".

Il focolaio del Giardino delle Rose

La cerimonia al Rose Garden, il 26 settembre, per annunciare la nomina di Amy Coney Barrett alla Corte Suprema è ora considerata il detonatore del focolaio alla Casa Bianca.

La cerimomia è avvenuta alla presenza - tra gli altri - del presidente dell'Università di Notre Dame (dove insegna la giudice Coney Barrett). Il Reverendo Jenkins è arrivato in aereo per partecipare all'evento direttamente dall'Indiana, uno stato classificato come hotspot di virus e, come tale, Jenkins avrebbe dovuto essere messo in quarantena, secondo le norme vigentI a Washington.

Le norme locali di Washington sui virus non si applicano alle proprietà federali, ma l'attuale epidemia ha offuscato queste distinzioni.
I membri della cerchia ristretta di Trump, come l'ex consigliera Kellyanne Conway, anch'essa positiva al test, sono residenti a Washington, così come molti dei dipendenti, funzionari, membri dei servizi segreti e giornalisti che hanno avuto stretti contatti con la Casa Bianca.

Andrew Harnik/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
Kellyanne Conway, ex consigliera di Trump.Andrew Harnik/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved

Ma il Dipartimento della Sanità non è stato in grado di effettuare la ricerca dei contatti, ed è stato costretto, invece, ad affidarsi al personale medico della Casa Bianca per avere conferma di eventuali contatti troppo ravvicinati.

"Ci sono protocolli di salute pubblica in vigore alla Casa Bianca che sono di natura federale", ha detto la sindaca Bowser. "Diamo per scontato che quei protocolli, purtroppo, siano stati violati".

La dottoressa LaQuandra Nesbitt, capo del District of Columbia Department of Health, ha detto che l'iter dei controlli deve iniziare con la notifica ufficiale da parte di un medico. "Se ci hanno fornito queste informazioni, il potente sistema di tracciamento dei contatti di Washington farà il suo lavoro", ha commentato la dottoressa Nesbitt.

La riluttanza della Casa Bianca

La situazione è stata ulteriormente complicata dall'apparente riluttanza di alcuni alti funzionari di Trump a rispettare la quarantena volontaria e dall'incapacità delle autorità di Washington di forzare la mano.

Il procuratore generale William Barr, che è stato visto più volte a stretto contatto con l'ex consigliera Conway e altre persone risultate poi positive, ha dichiarato nello scorso fine settimana che non avrebbe limitato le loro attività o i loro spostamenti. Poi deve aver cambiato idea, perchè un portavoce ha fatto sapere che lo stesso Barr si è messo spontaneamente in quarantena, "per ora".

Brynn Anderson/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
Il procuratore generale William Barr.Brynn Anderson/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.

Anche l'Agenzia per la Salute non risponde

Il CDC (Centri di controllo della Salute, di fatto l'Agenzia per la Salute Pubblica americana) ha ripetutamente affermato di avere un team pronto ad aiutare la Casa Bianca ad indagare su come si è sviluppata l'epidemia.

Finora la Casa Bianca non ha richiesto tale assistenza, ma un'indagine di questo tipo potrebbe determinare chi ha iniziato l'epidemia e se la diffusione si è verificata durante la riunione all'aperto nel Giardino delle Rose o in occasione di eventi al chiuso o in entrambi i casi.
Lo hanno confermato alla stampa diversi esperti di malattie infettive.

"Gli strumenti per capire ciò che è realmente accaduto sono proprio lì, dentro la Casa Bianca", ha detto il dottor Robert Schooley, uno specialista di malattie infettive presso la UC San Diego School of Medicine.

"La diffusione del virus all'interno è più facile, ma i partecipanti alla cerimonia del Rose Garden sono rimasti a lungo seduti vicini", ha ricordato Linsey Marr, professoressa di ingegneria civile e ambientale alla Virginia Tech. A questo punto, "non credo che si possa escludere che la trasmissione sia avvenuta all'aperto", ha detto la professoressa Marr.

La sindaca Bowser e la dottoressa Nesbitt hanno fatto di tutto per evitare commenti diretti o critiche alla Casa Bianca, forse cercando di evitare la strumentalizzazione politica della crisi, a meno di un mese dalle elezioni americane.

Twitter
LaQuandra Nesbitt, capo del Dipartimento di Salute Pubblica del distretto di Columbia.Twitter

Nello specifico, la dottoressa Nesbitt si è rifiutata di commentare la cerimonia del 26 settembre nel roseto della Casa Bianca. Ma ha parlato, in generale, della necessità per tutti di "prendere decisioni migliori" nella propria vita personale e professionale.