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Madrid e il confinamento perimetrale: "É tutto confuso e contraddittorio"

A Vallecas, quartiere periferico di Madrid, praticamente c'è una sola persona in giro.
A Vallecas, quartiere periferico di Madrid, praticamente c'è una sola persona in giro.   -   Diritti d'autore  AP
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Carlos e il suo socio Santiago guardano la strada dalla porta del loro ristorante, con un misto di incredulità e rassegnazione.

in un'altra epoca...

A quest'ora, in un'altra epoca pre-Coronavirus, il locale sarebbe pieno, ma oggi, con Madrid in "confinamento perimetrale", hanno un solo tavolo occupato, da un solo cliente.

"Siamo molto scoraggiati: la paura, l'obbligo di chiudere presto e le nuove riduzioni di capacità ci recano un danno enorme, non c'è modo di tornare indietro", dicono praticamente all'unisono.

La loro pizzeria si trova in una delle zone più turistiche di Madrid e anche una delle più colpite dagli effetti economici della pandemia. Intorno, non è difficile vedere locali chiusi con il cartello "Affittasi".

"Speriamo nel Natale"

Tuttavia, nessuno dei due si oppone alle ultime restrizioni che, da sabato scorso, impediscono ai madrileni di lasciare la città: "Lo vedo come necessario, stiamo addirittura fallendo il nostro obiettivo...è meglio ora che rovinare il periodo natalizio... Fino ad allora ci rinunciamo", dice Carlos.

Ma che situazione ci sarà a Natale?

Anche ad Atocha, vicino alla stazione ferroviaria principale di Madrid, non c'è molto movimento. A partire da sabato, è iniziato il mini-lockdown sulla capitale deciso dal governo.

"Siamo stati in prigione solo per pochi giorni e ce ne stiamo già accorgendo. In un normale fine settimana avremmo affittato circa 30 veicoli, e invece ne abbiamo fatti si e no la metà. E abbiamo appena iniziato la restrizione di due settimane...è un disastro!", dice Daniel, che lavora per una società di noleggio auto, che ha già iniziato a soffrire per le numerose cancellazioni.

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Un solo passeggero, alla stazione ferroviaria Atocha di Madrid.AP

"Tutto confuso e contraddittorio"

Eppure, lontano dal centro, c'è un senso di normalità, ancor più che nei giorni precedenti.

Maria vive in un quartiere che è stato confinato per quasi due settimane a causa dell'alto tasso di infezioni da Covid-19. Poteva uscire solo per andare a lavorare.

Ora che l'intera città soffre dei limiti nella circolazione, lei può, paradossalmente, muoversi più liberamente di prima: "È tutto molto confuso e contraddittorio. Sei confinato, ma puoi spostarti in altre zone, fare shopping o bere un drink in terrazza", dice María, senza mascherare un certo tono di sarcasmo.

"Che messaggio ci mandano i politici?"

Paul White/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
Controlli di polizia in entrata e uscita da Madrid.Paul White/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved

Come molti altri madrileni, María ritiene che il provvedimento "sia necessario", anche se prova a spiegarsi meglio: "E' necessario se la situazione dei contagi è davvero come dicono, perché ho letto che alcuni ospedali hanno chiuso diversi piani dedicati al Covid a causa della diminuzione dei malati. E allora non sai più a cosa e a chi credere".

Questo scetticismo è diffuso anche tra gli abitanti di Madrid ed è in gran parte il risultato della battaglia politica tra il governo spagnolo, guidato dal socialista Pedro Sánchez, e il governo della Comunità Autonoma, guidato dalla conservatrice Isabel Díaz Ayuso.

La chiusura della capitale, il fulcro principale del Coronavirus in Europa, è stata decretata per ordine del Ministero della Salute e con l'opposizione dell'esecutivo regionale, dopo una settimana di dispute e rimproveri reciproci, che hanno esaurito la pazienza di molti madrileni.

Debora è una di loro: "La situazione politica è vergognosa, l'unica prova è che non hanno criteri scientifici per fermare la pandemia, sanno solo attaccare l'avversario. Che messaggio ci mandano?", si chiede.

Ma che succede in Spagna?

Al suo fianco, sua madre Aurora, ora in pensione, crede che il confinamento di Madrid sia "una sciocchezza che non servirà a nulla. Oggi dicono una cosa e domani un'altra. Anche l'OMS si chiede cosa stia succedendo in Spagna per essere ridotta così".
E nessuno sembra avere una risposta.

Debora fa un cenno con la testa e riconosce che "il caso dell'Italia è molto sorprendente, ora controllano la malattia molto meglio di noi. Penso che qui dovrebbero imporre misure più restrittive, perché di questo passo finiremo di nuovo in un altro isolamento totale".

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Solo una persona in attesa del taxi alla stazione ferroviaria di Atocha, a Madrid.Paul White/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved

Colpa degli irresponsabili

Mentre cammina con la figlia di due anni in uno dei parchi della città, che sono comunque aperti, Javier riconosce che "costa molta fatica rispettare le regole, quando poi vedi intorno a te persone che fanno finta di niente".
Javier ce l'ha con quelli che definisce "irresponsabili".

E assicura che, "salvo rare occasioni", ha sempre seguito le regole, anche se "te ne accorgi solo quando ti toccano da vicino". Abbiamo già avuto un'esperienza chiusi in casa e abbiamo vissuto due settimane in una vera e propria prigionia. E in quel momento ci siamo resi conto delle conseguenze del togliersi la mascherina".