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Nagorno-Karabakh: Stati Uniti, Russia e Francia preparano un documento congiunto

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Nagorno-Karabakh: Stati Uniti, Russia e Francia preparano un documento congiunto
Diritti d'autore  Sipan Gyulumyan/PAN Photo
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I Presidenti di Russia - Vladimir Putin - Stati Uniti - Donald Trump - e Francia - Emmanuel Macron - hanno chiesto ad Azerbaigian e Armenia un cessate il fuoco immediato nel Nagorno-Karabakh.

In fase di preparazione un documento congiunto sul conflitto.

"Metteremo tutto a posto per giungere a una rapida fine dei conflitti - dice Macron - e per riprendere il percorso verso una soluzione pacifica di questa controversia.

Sarò molto chiaro: gli scioperi in Azerbaigian, per quanto ne sappiamo, non avevano giustificazione, ho chiesto lumi al Presidente Aliyev, le informazioni odierne indicano che i combattenti siriani hanno lasciato il campo delle operazioni, parliamo di combattenti di gruppi jihadisti in transito da Gaziantep per unirsi alle operazioni nel Nagorno-Karabakh".

Russia, Stati Uniti e Francia presiedono il Gruppo di Minsk dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) per cercare di mettere fine al conflitto nella regione del Caucaso, contesa da armeni e azeri.

Nei combattimenti in corso, ci sono stati oltre un centinaio di vittime, molte delle quali civili.

ONU chiede tregua

"Un negoziato profondo e di contenuto": l'ONU, invita Armenia e Azerbaigjan alla tregua e a trattare. Questa la decisione della riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. Non è la prima volta.

Ufficialmente si combatte per il controllo dell'Alto Karabakh, un territorio situato nel bel mezzo dell' Azerbaijan, ma controllato da armeni etnici.

L'area contesa è di fatto indipendente dal '94, ma non è riconosciuta dalla stragrande maggioranza dei membri delle Nazioni unite.

Ora pero, sono in molti a temere che la faccenda tracimi oltre l'intensità della consueta schermaglia circoscritta alla questione del Nagorno-Karabakh (come si chiama l'alto Karabakh in russo). Infatti scontri, tiri di artiglieria e incursioni aeree sino avvenuti in zone anche geograficamente non prossime al Nagorno Kharabak, o, in lingua Armena, auto-proclamata Repubblica di Artsakh.

Le tensioni

Le tensioni interanzionali si trasformano spesso in combattimenti in questa zona. E le rivalità tra potenze hanno la capacità diincendiare gli animi in un conflitto congelato troppo esposto ai cambi climatici degli equilibri euroasiatici.

Non è un caso che gli armeni, tradizionalmente vicini alla Russia, accusino la Turchia di non essere estranea alle operazioni militari azere.

Come ha spiegato il primo ministro armeno, Nikol Pahinyan, in una dichiarazione alla principale Tv pubblica russa Rossya1:

"secondo le nostre informazioni credibili, istruttori militari e alti ufficiali (turchi) sono presenti nei posti di comando azeri. In alcune zone guidano anche le operazioni."

Controbatte il presidente azero, Ilham Aliyev, sullo stesso canale e nella stessa lingua (il russo) parlata dall'interlocutore in differita:

"Gli F16, aerei da militari, dell'aviazione turca non partecipano in alcun modo ai combattimenti. Le nuove tecnologie impediscono di nascondere certe cose, è impossibile sfuggire a satelliti spia e ad altri sofisticati strumenti di sorveglianza."

Il patriottsimo e il richiamo del sangue sono alle stelle. E da entrambe le parti si fa la fila per andare in guerra. SI tratta in fondo di un'antichissima rivalità, controllata solo dal pugno fermo di grandi imperi, pronta a prender fuoco in occasione di tensioni internazionali, anche non del tutto legate alla storia locale.