ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Arriva il Coordinatore antirazzismo europeo. E un nuovo piano per combattere l'odio

euronews_icons_loading
Arriva il Coordinatore antirazzismo europeo. E un nuovo piano per combattere l'odio
Diritti d'autore  OLIVIER MATTHYS/AFP
Dimensioni di testo Aa Aa

La Commissione europea ha presentato un nuovo piano d'azione contro il razzismo, sulla scia delle proteste del movimento americano Black Lives Matters che ha portato migliaia di persone in piazza anche in Europa. Tra le novità di questo piano c'è la creazione di una nuova figura: quella del Coordinatore antirazzismo europeo.

"Questo piano è una risposta alla rabbia che abbiamo visto in questo movimento globale di denuncia per i diritti delle minoranze – ha dichiarato in conferenza stampa la commissaria ai valori e alla trasparenza Vera Jourova -. Questo genere di proteste sono storicamente cicliche, ma vogliamo provare a dare delle risposte e prevenire il razzismo."

In Europa esiste già una direttiva sull'uguaglianza razziale, ma Bruxelles intende superarne le lacune, per questo chiederà agli Stati membri di aumentare gli sforzi di monitoraggio e applicazione delle leggi in materia di punizione dei reati istigati dall'odio raziale.

"La cosa interessante di questo piano – ha commentato Julie Pascoët della rete europea antirazzismo ENAR - è che non si basa su una nuova legislazione, piuttosto apre nuove strade di interpretazione alle direttive esistenti. Sarà importante vedere quali vantaggi concreti avranno le persone vittime di razzismo ".

Secondo un recente sondaggio dell'Agenzia europea per i diritti fondamentali: il 29% delle minoranze etniche si sente discriminato nella ricerca del lavoro, il 23% quando cerca un alloggio, il 12% si è invece nel mondo dell'istruzione. Male anche il settore dei beni e servizi con il 22% che si è sentito escluso.

E le istituzioni europee sanno di non poter dare il buon esempio e hanno annunciato l'intenzione di introdurre delle riforme sull'assunzione del personale. Per essere più inclusivi.

Ma è sull'allargamento dei crimini da aggiungere all'incitamento all'odio che si svolgerà la vera battaglia. Non tutti i governi infatti la vedono allo stesso modo.