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Navalny avvelenato in hotel, Unione europea chiede sanzioni contro i responsabili

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La stanza d'albergo di Navalny e le bottiglie d'acqua al Novichock rinvenute dai suoi collaboratori
La stanza d'albergo di Navalny e le bottiglie d'acqua al Novichock rinvenute dai suoi collaboratori   -   Diritti d'autore  Instagram/@navalny
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Tracce della neurotossina Novichok sono state trovate dagli specialisti tedeschi su una bottiglietta d'acqua prelevata dalla stanza d'albergo di Tomsk in cui soggiornava l'oppositore russo Alexei Navalny.

Lo riferiscono i colleghi del Fondo anticorruzione di Navalny sul profilo Instagram del dissidente, pubblicando quello che dicono essere un video della raccolta dalla stanza di eventuali prove dell'avvelenamento un'ora dopo la notizia del malore di Navalny, che potrebbe quindi essere stato avvelenato prima di raggiungere l'aeroporto.

L'Unione attacca

Con 532 voti favorevoli, 84 contrari e 72 astenuti, il Parlamento europeo si è espresso per chiedere sanzioni da parte dell'Unione europea contro i responsabili del probabile avvelenamento del leader dell'opposizione russa.

Mosca risponde

Per tutta risposta, il piano d'azione è stato fortemente criticato da Mosca.

"Consideriamo la proposta di allegare il nome di Navalny alle sanzioni come un tentativo palese di dare alle nuove restrizioni dell'Unione europea un carattere intenzionalmente anti-russo - dice Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri - tutto questo avviene mentre la nostra proposta a Berlino per un'indagine congiunta su quanto accaduto viene accantonata, sono pretesti fasulli".

La conferma

Un laboratorio militare tedesco conferma che si tratta del Novichok, stessa classe di agenti dell'era sovietica, utilizzata nel Regno Unito, a Salisbury nel 2018, per attentare alla vita dell'ex ufficiale militare Sergei Skripal e sua figlia Yulia.

"Questa è una scoperta significativa - afferma Ksenia Fadeeva, coordinatrice della campagna di Navalny a Tomsk - se la bottiglia fosse rimasta nella camera d'albergo e buttata o portata via dalle forze di sicurezza locali, non ci sarebbero state indagini e forse non sapremmo da cosa Alexei sia stato avvelenato.

Almeno i tedeschi sono stati in grado di stabilire quale fosse il veleno: se non avessimo passato la bottiglietta d'acqua alla Germania, probabilmente non l'avremmo mai saputo".

Il video

Nel video diffuso, si vedono i suoi collaboratori mentre perlustrano la stanza dello Xander Hotel di Tomsk dove l’attivista aveva soggiornato il 20 agosto, poco dopo giungeva la notizia del suo malore.