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La scommessa di Ursula sull'ambiente. E una politica estera soft

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La scommessa di Ursula sull'ambiente. E una politica estera soft
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Trattative con la Turchia, sanzioni alla Bielorussia e fondi per la modernazzazione del nostro vecchio continente. Dopo il suo primo discorso sullo Stato dell'Unione europea, Ursula Von Der Leyen ha parlato con Efi Koutsokosta di Euronews della pandemia e della politica estera.

Molti paesi temono una nuova ondata di contagi che potrebbe portare a rompere l'equilibrio precario in ci troviamo ora, come farete ad impedire che ogni Stato membro vada per conto suo?

«Riscontriamo ancora molta fragilità e incertezza in tutte le nostre economie, a causa della pandemia, e come è noto dobbiamo ancora convivere con il virus fino a quando non avremo il vaccino. La buona notizia è che l'Unione europea ha accettato una proposta della Commissione per creare Next generation EU un fondo da 750 miliardi di euro, da investire nelle nostre economie in modo da superare la crisi e costruire allo stesso tempo un'economia più forte ed un mercato unico più forte. Insieme con gli Stati membri, la Commissione europea sta stilando dei piani nazionali di ripresa, seguendo degli obbiettivi comuni, che sono il Green Deal europeo e la digitalizzazione. Abbiamo davvero bisogno di investire in modernizzazione se vogliamo uscire dalla crisi più forti.»

Nel suo discorso o ha espresso solidarietà al popolo bielorusso e parlato di nuove sanzioni. Ma finora, ogni votazione in Bielorussia dal 1996 ad oggi è stata seguito da sanzioni europee. Cosa le fa credere che questa volta cambierà qualcosa?Vediamo che Lukashenko è totalmente sostenuto dalla Russia.

«Al momento gli Stati membri stanno valutando delle sanzioni che dovrebbero andare a colpire i responsabili delle violenze contro chi è sceso in piazza pacificamente. Le elezioni in Bielorussia non sono state né libere né eque. Se c'è una lezione che abbiamo appreso, è che abbiamo bisogno di approvare le sanzioni in modo rapido, per questo la Commissione ha proposto di adottare il cosiddetto Magnitsky Act.»

Rispetto a possibili sanzioni contro la Turchia, invece, c'è molta meno chiarezza, eppure la presenza militare turca nel Mediterraneo Orientale rappresenta una minaccia per Grecia e Cipro? C'è il timore che Ankara possa riaprire una nova crisi sulle politiche migratorie.

«Ci sono in corso trattative con la Turchia. Ho sempre espresso totale supporto ai nostri Stati membri, Grecia e Cipro, nella protezione della loro sovranità territoriale. Al momento i negoziati sono informali e questo è un bene per non incagliarsi sulle questioni più controverse.»