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Colombia, manifestazioni contro la violenza della polizia

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Colombia, manifestazioni contro la violenza della polizia
Diritti d'autore  AFP
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Si stanno estendendo anche ad altre città della Colombia, le proteste popolari per l'uso indiscriminato della violenza da parte della polizia che mercoledì ha causato la morte nella capitale di Javier Ordóñez, un avvocato di 44 anni.

In strada a non solo a Bogotà, ma anche a Cali, Medellín, Manizales e Barranquilla, i manifestanti si sono visti sbarrare la strada dalle forze di polizia in assetto antiguerriglia; negli scontri che ne sono seguiti sono stati distrutti nove autobus del trasporto pubblico, diverse macchine private e negozi, e presi d'assalto 17 uffici di polizia.

A scatenare le proteste -- le immagini diffuse sul web in cui si vedono agenti infierire con violenza su Ordóñez, incuranti delle sue richieste di aiuto.

Secondo un bilancio fornito dalle autorità gli scontri tra agenti e manifestanti hanno finora causato la morte di dieci persone, tutte civili, e il ferimento di più di 400.

Il clima nel paese è molto teso, al punto da indurre il presidente della repubblica, il conservatore Ivàn Duque a convocare un vertice coi ministri e i responsabili dell'ordine pubblico.

"Qui si stanno violando tutti i diritti umani: il diritto alla protesta, il diritto alla vita, il diritto al rispetto, il diritto alla dignità. E non è giusto che con le tasse di noi cittadini si paghi lo stipendio ai poliziotti, che invece di proteggerci ci colpiscono" spiega una manifestante.

La situazione è particolarmente allarmante perché, scrivono i giornali di oggi, "oltre all'abuso della polizia che ha portato alla morte di Ordóñez, c'è la morte di almeno dieci persone che, durante le manifestazioni, sono state attaccate con oggetti, apparentemente di uso esclusivo della forza pubblica".