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Charlie Hebdo, primo processo per terrorismo trasmesso in diretta. Come mai?

Installazione di telecamere nell'aula del Tribunale d'Assise Speciale di Parigi, 27 agosto 2020
Installazione di telecamere nell'aula del Tribunale d'Assise Speciale di Parigi, 27 agosto 2020   -   Diritti d'autore  Michel Euler/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Tutti conoscono il grande processo di Norimberga contro i criminali nazisti, svoltosi dal novembre 1945 all'ottobre 1946.

Si è trattato del primo procedimento giudiziario nella storia ad essere stato filmato dall'inizio alla fine. L'umanità ha potuto così conservare per i posteri una documentazione di valore inestimabile e universale. Ogni nuova generazione può accedere agli archivi e scrutare i volti dei 22 leader nazisti alla sbarra, ascoltando quelle testimonianze dell'orrore della Shoah che, da sole, dovrebbero bastare per spegnere sul nascere ogni nuova idea di revisionismo.

ASSOCIATED PRESS/AP1945
Il processo di Norimberga contro i criminali nazisti nel novembre 1945. I primi da sinistra a destra nella panca centrale: Hermann Goering, Rudolf Hess, Joachim von RibbentropASSOCIATED PRESS/AP1945

Quello che si è aperto contro i presunti complici degli attacchi al giornale satirico francese Charlie Hebdo e al supermercato Hyper Cacher è il primo processo per fatti legati al terrorismo ripreso da telecamere in Francia.

Oltralpe è infatti ancora vietato fare riprese durante un processo, come regola generale.

In caso di infrazione si rischia una multa di 18mila euro. Esistono poche e lontane eccezioni da quando, nel 1985, è stata approvata una legge che autorizza la registrazione audiovisiva in casi di particolare interesse storico del dibattimento.

Da allora, ne sono stati registrati integralmente appena otto.

Ecco perché il processo che ha preso il via mercoledì 2 settembre, e che si tiene in una Corte d'assise appositamente allestita a Parigi fino al 10 novembre, è un evento di portata eccezionale per la Francia.

Per la prima volta, delle telecamere possono avere accesso ad un'aula di tribunale nel contesto di un processo per terrorismo. Gli imputati sono 14, accusati di complicità negli attentati del gennaio 2015 nella capitale francese.

Charlie Hebdo ancora non esisteva... ma c'era un fumettista al processo di Norimberga...

La Procura Nazionale Antiterrorismo ha presentato una richiesta specifica al Primo Presidente della Corte d'Appello di Parigi, Jean-Michel Hayat, l'unico che poteva dare l'autorizzazione alle riprese.

In un'ordinanza, emessa il 30 giugno, Hayat ha dato un parere positivo, giustificando così la sua decisione:

Le ripercussioni e l'emozione che hanno generato (gli attentati) hanno ampiamente superato i nostri confini (...) Hanno segnato profondamente la storia del terrorismo nazionale e internazionale.

Sul suo sito web, il Ministero della Giustizia specifica che le udienze possono essere registrate quando "di interesse per la costituzione di archivi storici della giustizia".

L'obiettivo per le autorità giudiziarie è quello di "conservare la memoria delle atrocità commesse e, per i ricercatori, di avere a disposizione immagini per effettuare ricerche scientifiche".

Francois Mori/AP
Robert Badinter durante una cerimonia presso la Corte di cassazione a Parigi nel 2018Francois Mori/AP

Robert Badinter, un uomo al servizio della memoria

Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza Robert Badinter.

Già famoso come avvocato del foro di Parigi per la sua incessante lotta contro la pena di morte, è stato Guardasigilli durante il primo mandato del presidente socialista François Mitterrand (maggio 1981 - maggio 1988).

Nell'ottobre 1981 ha promulgato la legge che ha messo fine alla pena di morte in Francia. Nel 1985, quella che ha aperto le porte dei tribunali alle telecamere per i procedimenti di portata storica.

La prima registrazione audiovisiva autorizzata in un'aula di tribunale è stata effettuata a Lione dall'11 maggio al 3 luglio 1987 nell'ambito del processo contro il criminale nazista Klaus Barbie, soprannominato "il macellaio di Lione", ex capo della Gestapo locale, tornato nei luoghi dei suoi misfatti.

Barbie aveva torturato personalmente il partigiano Jean Moulin, fatto giustiziare molti combattenti della resistenza e ostaggi, e mandato a morte centinaia di ebrei, compresi i membri della stessa famiglia di Badinter.

Condannato per 17 "crimini contro l'umanità", a Barbie è stato infine comminato l'ergastolo. Morirà poi di cancro nel carcere di Lione Saint-Joseph il 25 settembre 1991.

Collaborazionisti alla sbarra, ma anche il genocidio in Ruanda e un disastro ambientale

Ci sono altri due grandi processi collegati agli avvenimenti della seconda guerra mondiale conservati negli archivi di Stato.

Si tratta di quello contro Paul Touvier, ex capo della milizia lionese e collaboratore nazista, apparso davanti alla Corte d'assise di Yvelines nel 1994; e quello contro Maurice Papon, ex funzionario del regime di Vichy accusato di complicità nella deportazione degli ebrei, tra fine 1997 e inizio 1998.

Nell'elenco si annoverano anche procedimenti giudiziari legati alla dittatura del generale Augusto Pinochet in Cile o al genocidio dei Tutsi in Ruanda. Tutti processi tenutisi a Parigi.

Le telecamere hanno infine filmato tutte le udienze per appurare la verità sul disastro industriale della fabbrica di fertilizzanti AZF di Tolosa, nel settembre 2001, che ha ucciso 31 persone e ne ha ferite migliaia.

Gli otto processi filmati in Francia dal 1985 ad oggi

  • Klaus Barbie davanti alla corte d'assise del Rodano dall'11 maggio al 3 luglio 1987.
  • Paul Touvier, Corte d'Assise di Yvelines, dal 17 marzo al 20 aprile 1994;
  • Maurice Papon, Corte d'Assise della Gironda, dall'8 ottobre 1997 al 2 aprile 1998;
  • Robert Faurisson, negazionista dell'Olocausto, contro Robert Badinter, davanti al Tribunale di Grande Istanza di Parigi, dal 12 marzo al 2 aprile 2007;
  • Vittime della dittatura di Augusto Pinochet davanti alla Corte d'Assise di Parigi, dall'8 al 17 dicembre 2010;
  • Processo ai responsabili dell'incidente industriale AZF (primo grado davanti al Tribunale penale di Tolosa dal 23 febbraio al 30 giugno 2009; primo appello dinanzi alla Corte d'Appello di Tolosa, dal 3 novembre 2012 al febbraio 2013; ricorso dinanzi alla Corte d'Appello di Parigi dal 24 gennaio al 24 maggio 2017);
  • Pascal Simbikangwa, ex militare e membro dei servizi segreti ruandesi, processato in primo grado davanti alla Corte d'Assise di Parigi, dal 4 febbraio al 14 marzo 2014; appello presso la Corte d'Assise di Seine-Saint-Denis, dal 25 ottobre al 3 dicembre 2016;
  • Octavien Ngenzi e Tite Barahirwa, ex sindaci di Kabarondo, nel Ruanda orientale, in primo grado davanti alla Corte d'Assise di Parigi dal 10 maggio al 7 luglio 2016; appello presso la Corte d'Assise di Parigi dal 2 maggio al 6 luglio 2018.

La regola imposta dai tribunali è che la registrazione di un processo debba essere consegnata agli archivi nazionali, responsabili della sua conservazione.

Prima di poter trasmettere o riprodurre la registrazione, si devono attendere 50 anni, tranne nel caso di una sentenza per "crimini contro l'umanità" - come nel caso del processo a Klaus Barbie.