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Nizza: c'è un terzo arresto, Consiglio di Difesa aumenta vigilanza

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Nizza: c'è un terzo arresto, Consiglio di Difesa aumenta vigilanza
Diritti d'autore  Daniel Cole/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Mentre continuano a succedersi i tributi alle vittime dell'attentato di Nizza, la città vede il dolore trasformarsi lentamente in una ricerca di giustizia.

"Occorre punire, non c'è altra soluzione - dice Boghossian Khatchadour, Sacerdote armeno - dobbiamo punire fermamente: ogni volta che perdoniamo, lo fanno di nuovo, sempre di più e non solo in Francia, ma ovunque nel mondo".

Terzo arresto

Un terzo uomo, un 33enne parente dell'attentatore, è stato arrestato dall'antiterrorismo francese. In precedenza un secondo uomo in contatto con l'autore dell'attentato è stato arrestato, secondo fonti giudiziarie: quest'ultimo soggetto, 35 anni, ha avuto contatti con l'autore del reato il giorno prima dell'attacco.

In Francia, il Governo annuncia azioni immediate: "Il Consiglio di Difesa ha deciso di aumentare le misure di vigilanza - dice Gérald Darmanin, Ministro dell'Interno - saranno chiamati 3.500 Gendarmi supplementari".

L'attacco ha riaperto vecchie ferite: lo shock e la profonda tristezza sono sin troppo familiari per i residenti di Nizza, che ricordano nitidamente quel 14 luglio di quattro anni fa, quando 86 persone furono uccise nel peggiore attacco cui la città abbia mai assistito.

"Ho perso mia figlia la sera del 14 luglio 2016 - dice Thierry Vimal - siamo preda dell'emozione, non c'è altra via, ma non è sotto l'effetto dell'emozione o della rabbia che si fanno cose intelligenti.

Abbiamo bisogno di prospettiva - e queste non sono 'perle di saggezza', queste sono le parole di qualcuno che davvero vuole che tutto questo abbia fine".

Gruppo tunisino rivendica l'attacco

La Procura antiterrorismo di Tunisi, intanto, ha ordinato l'apertura di un'indagine sulla presunta esistenza del gruppo terroristico 'Al Mahdi' nel sud della Tunisia' e sul suo potenziale coinvolgimento nell'attacco terroristico di Nizza.

Lo ha detto il portavoce e sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Tunisi, Mohsen Dalì, spiegando che l'avvio di quest'indagine segue un post sui social di un individuo che afferma di appartenere al gruppo in questione ed avrebbe rivendicato la responsabilità dell'attacco di Nizza.

Le indagini in Italia

Anche la Procura di Bari ha formalmente aperto un'indagine per associazione terroristica sull'attentatore: il tunisino sarebbe sbarcato a Lampedusa a fine settembre e il 9 ottobre sarebbe transitato nel capoluogo pugliese dopo essere sbarcato dalla nave quarantena Rhapsody.

Il Procuratore facente funzione, Roberto Rossi, ha anche aperto un fascicolo conoscitivo modello 45, cioè senza indagati né ipotesi di reato, sulla procedura amministrativa relativa al provvedimento di respingimento adottato nei suoi confronti.

Da clandestino a terrorista

L'attentatore è stato fermato dalla Polizia in dieci minuti: i Gendarmi lo hanno ferito a una spalla e immobilizzato.

Il tunisino 21enne, Brahim Aouissaoui, sbarcato a Lampedusa appena qualche settimana fa, era arrivato da clandestino in Francia.

Piantonato in ospedale dichiara di aver agito da solo. Ha rivendicato l'attacco e durrante l'arresto continuava a ripetere "Allah è grande".

L'Antiterrorismo indaga sull'episodio, che segue di due settimane esatte il barbaro omicidio di Samuel Paty, il professore decapitato a Parigi da un estremista ceceno.

Si indaga anche in Italia e il killer prima di raggiungere la Francia ha passato 15 giorni in Sicilia, a Palermo, ospite da un parente.

È quanto hanno accertato Intelligence e Antiterrorismo, che stanno ricostruendo i movimenti del 21enne.

Il giovane, secondo quanto si apprende da qualificate fonti di sicurezza, avrebbe lasciato l'Italia non prima del 25 ottobre.

Nelle due settimane che è rimasto in Sicilia, sempre secondo quanto è stato possibile ricostruire, non avrebbe frequentato ambienti radicali né avrebbe fatto trapelare alcun intento terrorista.

Settemila militari in campo

Il Presidente della Repubblica, intanto, annuncia che settemila militari presidieranno le strade del Paese.

Dopo gli attentati del 2015 ne erano stati schierati tremila, nell'ambito dell'operazione Sentinelle per il controllo del territorio.

Il discorso di Emmanuel Macron a Nizza è stato un deciso, forte richiamo all'unità:

C'è solo una comunità in Francia ed è quella nazionale. Voglio dire a tutti i cittadini che dobbiamo essere uniti, non importa quale sia il nostro credo o se abbiano una fede. Dobbiamo stare vicini e non lasciare che le divisioni vincano
Emmanuel Macron
Presidente della Repubblica francese

Una tragedia evitabile

Dalla comunità locale, soprattuto quella cattolica, si levano proteste: l'allerta era alta dopo l'omicidio di Paty e le reazioni di una parte del mondo musulmano contro la Francia per le vignette ripubblicate da Charlie Hebdo: ci si chiede se poteva essere fatto qualcosa in più.

“La prima reazione è stata di rabbia, perché quando ci si aspetta una tragedia è meglio agire per evitarlo invece di aspettare e discuterne a cose fatte - dice Gil Florini, parroco di Saint-Pierre d'Arène - fa arrabbiare perché sapevamo che sarebbe successo ancora e avevamo i mezzi per impedirlo, ma non abbiamo fatto niente al riguardo.

Dobbiamo smettere di pensare ingenuamente che tutti abbiano buone intenzioni, perché non è così".

Doppia emergenza

Per la Francia, richiusa per l'epidemia, il terrorismo - non solo quello islamista - è un'emergenza nell'emergenza.

Negli stessi momenti l'allarme è scattato anche ad Avignone, dove un uomo con un'arma, probabilmente un militante di estrema Destra, è stato ucciso, e a Gedda, in Arabia Saudita, luogo in cui una guardia del Consolato francese è stata attaccata e ferita.