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Bielorussia, dove l'opposizione è fuorilegge: altri 3 arresti

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Bielorussia, dove l'opposizione è fuorilegge: altri 3 arresti
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L'opposizione in Bielorussia è fuorilegge, le accuse mosse dall'establishment variano dai disordini di piazza al tentato golpe con la creazione di un governo parallelo.
Le autorità bielorusse hanno arrestato altri tre attivisti anti governativi, componenti del cosiddetto Consiglio di coordinamento, che include esponenti politici, rappresentanti delle fabbriche e anche la premio Nobel per la Letteratura, Svetlana Alexievich.

Il 19 agosto il Consiglio si era riunito per la prima volta, solleecitando nuove elezioni e negoziati con le autorità bielorusse: Lukashenko ha respinto le istanze dell'opposizione, definendole un tentativo di colpo di Stato sostenuto dall'Occidente. "La creazione e le attività del consiglio di coordinamento mirano a prendere il potere e a danneggiare la sicurezza nazionale", ha dichiarato il procuratore generale Alexander Konyuk.

Il dispiegamento della Polizia nelle strade della capitale Minsk rende ancor più palese la determinazione a soffocare le massicce manifestazioni post elettorali da parte del presidente confermato Lukashenko.
Il vice segretario di Stato americano Stephen Biegun ha incontrato la candidata dell'opposizione alle presidenziale in Bielorussia, Svyatlana Tsikhanouskaya, riparata in Lituania all'indomani del voto a causa della repressione posta in atto da Lukashenko.

"Condanniamo la violazione dei diritti umani e la brutalità che si è verificata in Bielorussia dopo le elezioni - dichiara Biegun - Chiediamo al governo bielorusso di rilasciare tutti i prigionieri politici detenuti. Gli Stati Uniti non possono e non vogliono decidere il corso degli eventi in Bielorussia. Questo è il diritto del popolo bielorusso".

Gli arresti degli attivisti sono arrivati il giorno dopo la manifestazione anti-Lukashenko a Minsk, che ha attirato circa 200.000 persone. L'opposizione contesta i risultati ufficiali delle elezioni, che hanno garantito al presidente rieletto il sesto mandato con l'80% delle preferenze.