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Brexit, logistica UK in crisi: "Nessuno accetta contratti per il 2021"

Brexit, logistica UK in crisi: "Nessuno accetta contratti per il 2021"
Diritti d'autore Luke Hanrahan / Euronews
Diritti d'autore Luke Hanrahan / Euronews
Di Luke Hanrahan
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La filiera attende novità su un accordo commerciale tra Ue e Regno Unito, spera in una proroga del periodo di transizione e teme che non si trovino più camionisti per il dopo Brexit

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Il rompicapo di Brexit si sa non è ancora stato risolto. Anche se Downing Street fa trapelare ottimismo e spera di negoziare un accordo sul commercio nelle prossime settimane, tanti nodi restano da sciogliere prima della fine del periodo di transizione a fine anno; gli operatori del settore logistico soffrono l'incertezza mentre il tempo stringe. Natalie Chapman di LOGISTICA UK sottolinea che "Su controlli e sistemi doganali, sarà una sfida enorme lasciare completamente l'UE alla fine dell'anno. Ci sono molti dettagli che devono ancora essere risolti".

Su controlli e sistemi doganali, sarà una sfida enorme lasciare completamente l'UE alla fine dell'anno. Ci sono molti dettagli che devono ancora essere risolti
Natalie Chapman
LOGISTICA UK

Il timore concerne tutti gli anelli della filiera, chi trasporta prodotti deperibili più di altri teme che il business ne risenta: trasportatori di fiori, frutta e ogni altro tipo di prodotto alimentare fresco.

Per molte società di logistica un'estensione del periodo di transizione sarebbe l'ideale. Il coronavirus ha ora aggiunto un ulteriore dose di angoscia per le società che fanno affidamento sul regolare movimento delle merci tra l'Europa e il Regno Unito.

Dopo il 31 dicembre gli autotrasportatori non accettano contratti

Nelle società di servizi britanniche si constata, con sempre maggiore certezza, che gli autotrasportatori sono restii a impegnarsi in contratti dopo il 31 dicembre. Altro problema è legato alle restrizioni sui visti per i lavoratori stranieri in Gran Bretagna, considerando che un'ampia fetta degli impiegati nel settore non è britannica (circa un terzo) e non risponde ai nuovi criteri di scolarizzazione per ottenere un visto, il settore logistica rischia davvero di collassare.

Jon Sparrow di Jordan Freight Logistics, altra società britannica, dice che la sua più grande paura "è che il sistema crolli alla fine dell'anno, niente è pronto: i sistemi IT non sono pronti, le dogane non sono pronte a causa del covid."

_Il negoziatore per l'Ue Michel Barnier, scrive che alla fine del periodo di transizione, con o senza accordo, bisogna essere pronti _

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