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Prof. Bassetti: "Di Covid-19 si guarisce". Stop con la paura, si torni a vivere

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Prudenza, leggero ottimismo, realismo. O invece guardia sempre alta?

Il Covid-19 circola ancora in tutto il mondo la sitazione in alcuni Paesi sembra essere in qualche modo cambiata rispetto ai mesi del lockdown. Secondo il professor Matteo Bassetti,Direttore della Clinica malattie infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, si deve tornare a vivere usando tutte le precauzioni. Stop al terrorismo.

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La paura della seconda ondata

"La situazione è sicuramente migliorata per quanto riguarda il dato ospedaliero. Continuiamo anche in Italia a vedere nuovi contagi, che variano, quindi sicuramente c’é circolazione di virus. Bisogna mantenere le misure che conosciamo bene, la mascherina, il distanziamento fisico e il lavaggio della mani, ma la situazione di emergenza per gli ospedali oggi non c’è più.”

Un conto è l’est Europa dove l’epidemia è partita più tardi e quindi sta ancora per raggiungere un picco. Parlo della Serbia, della Romania, della Bulgaria. Parlo di tutta la parte dell’est Europa dove siamo ancora in quella fase ascendente rispetto invece a Francia e Spagna che invece, sono partite dopo rispetto all’Italia. Sembravano avere avuto anche loro una fase di “plateau” e invece ora sono in una fase di ripresa. Però attenzione anche a guardare i numeri della Francia e della Spagna. Perché non mi risulta che questi nuovi contagi abbiano portato a un aumento delle ospedalizzazioni. Quindi stiamo parlando di una capacità del sistema che oggi è molto maggiore ad intercettare i casi.“

"Bisogna mantenere le misure che conosciamo bene, la mascherina, il distanziamento fisico e il lavaggio della mani, ma la situazione di emergenza per gli ospedali oggi non c’è più.”
Prof. Matteo Bassetti
Direttore Clinica malattie infettive Ospedale San Martino - Genova

La gente però ha ancora molta paura...

“La gente è terrorizzata per una semplice ragione, perché rivede gli spettri di quello che è successo a marzo e aprile. Però dobbiamo guardare questi numeri oggi con una consapevolezza diversa, la consapevolezza di un sistema che conosce il nemico. Oggi noi stiamo tracciando il territorio, lo stiamo conoscendo, il che vuol dire che con questo virus ci dobbiamo convivere, ma non per i prossimi tre mesi; probabilmente ci dovremo convivere per i prossimi anni. Se speriamo che questo virus come è arrivato di colpo se ne vada ci stiamo sbagliando".

Cosa dobbiamo aspettarci con l'arrivo dell'autunno e quindi dell'influenza stagionale?

"Dobbiamo cercare di tenere alta la guardia. Con il primo starnuto, la prima tosse, o la prima febbre la gente sarà terrorizzata, pensando di avere il Covid-19. Quindi i medici devono tranquillizzare la gente. Se le persone sono terrorizzate, si riversano al Pronto Soccorso, tutto questo non fa bene al sistema sanitario. Bisigna sapere intercettare l'infezione, conoscere i sintomi in modo che gli ospedali e i medici di base possano essere in gradi di fare subito i tamponi e di fare la diagnosi differenziale rispetto agli altri malanni di stagione. E così si potrà affrontare la meglio il Covid-19. Se arriviamo ad ottobre con questo terrorismo, il rischio è che nuovamente il sistema sanitario collassa, ma non per il numero di casi ma per l'ansia della gente".

"I medici devono tranquillizzare la gente. Se le persone sono terrorizzata, si riversa al Pronto Soccorso, e tutto questo non fa bene al sistema sanitario."

Perché la comunità scientifica si è divisa su Covid-19, tra virologi e medici definiti "negazionisti" e non?

"Io rimando al mittente le accuse e sono schifato che qualcuno mi abbia definito "negazionista. Sentirmi dire che io nego il Covid dopo che ho passato 80 giorni di seguito in Ospedale a curare, giorno e notte, 1500 malati mi fa schifo. Chi le ha detto si assuma la responsabilità anche, eventualmente di azioni future da parte mia e di altri. La comunità scientifica non si è divisa, La comunità scientifica che era sul campo, che ha visto i malati, sostiene le cose che dico io. Che non vuole dire negare l'esistenza del virus. Vuole dire che oggi nei nostri ospedali ci sono meno malati di Covid-19. Le terapie intensive non sono più piene come lo erano cinque mesi fa. Non stiamo negando nulla. Stiamo dando un dato di fatto. Avevamo 4.290ricoverati in terapia intensiva, ora ne abbiamo 40. La comunità scientifica ha lavorato molto bene. Specie quella italiana."

Il virus sta cambiando? Si sta adattando all'uomo?

"Non so se il virus stia cambiando, o se stamo cambiando noi. E' evidente che ci sono dei dati, che vengono da alcuni laboratori che dicono che la carica virale nei tamponi, delle persone che vengono oggi in ospedale, rispetto a quelle che arrivavano quattro mesi fa, è più bassa. C'è meno virus nella gola dei pazienti. Poi ci sarà anche una capacità di adattamento da parte del virus che potrà aver perso qualche fattore di virulenza, pur mantenendo la struttura stabile. E poi c'è una capacità di reazione da parte dell'uomo nei confronti del virus. Oggi abbiamo una parte della popolazione che è immune. che ha gli anticorpi. Quindi il virus qui trova un ostacolo. Il virus si sta, probabilmente, adattando all'ospite. Dovremo vedere cosa accadrà nella prossima stagione invernale."

Di Covid-19 si guarisce...

"Dobbiamo rassicurare le persone. Guardando i dati, anche derivanti dai test sierologi, sappiamo che tra i due e i tre milioni di italiani sono venuti a contatto con il virus. Prendendo per buoni tutti i decessi, abbiamo di fronte una malattia che fa l'1% di letalità, che è tantissimo, però guardiamo con ottimismo la cosa. Ovvero che il 99% delle persone che ha contratto il Covid-19 è guarito."

"Il 99% delle persone che ha contratto il Covid-19 è guarito."

Intanto però in Paesi come India, Brasile ma anche Stati Uniti, si continua a morire.

"Li la situazione è un po' diversa. E' anche un problema di sistemi sanitari. Noi in Europa e in Italia abbiamo dei sistemi sanitari straordinariamente efficienti, che sono in grado di gestire anche grossi flussi. Lo stesso non si può dire per Paesi come Brasile e Stati Uniti. Gli USA hanno un sistema molto buono dal punto di vista privato però c'è una grabnde fetta della popolazione che non ha i soldi per curarsi e questo non ha aiutato nella gestione del Covid. E poi Brasile, India o altri paesi non hanno un sistema sanitario evoluto e questo influisce sulla cura dei pazienti."

La nostra vita é cambiata. Ma con le note precauzioni dobbiamo tornare a vivere...

"Assolutamente. Tenendo presente le linee guida, mascherina, distanziamento fisico e lavaggio delle mani possiamo e dobbiamo tornare a vivere."