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"Venustas": la bellezza e l'estetica tra le rovine di Pompei

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Uno dei gioielli esposti alla mostra "Venustas. Grazia e bellezza a Pompei”
Uno dei gioielli esposti alla mostra "Venustas. Grazia e bellezza a Pompei”   -   Diritti d'autore  AP Video screenshot
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Le rovine di Pompei ospitano una mostra dedicata alla bellezza, all'eleganza, al fascino e alla grazia. "Venustas. Grazia e bellezza a Pompei" è il nome dell'esposizione. che occupa la Palestra grande degli scavi e dove si possono ammirare gioielli di una bellezza inestimabile, oltre a specchi, bagni di profumo e oggetti di cosmesi, utilizzati dal VIII/VII sec a.C. al I sec. d.C.

Venustas è un termine che gli scrittori latini riferivano spesso all’arte, per parlare di una leggiadra e aggraziata bellezza, di carattere prettamente femminile.

"Sono i reperti di Pompei che ci dimostrano qual era l'attenzione per la bellezza", spiega l'archeologa Grete Stefani, una dei curatori dell'esposizione. "Molti dei gioielli sono stati trovati addosso alle persone ed erano gli oggetti più cari, sia come affetto, sia come valore, che le persone si portavano via perché speravano poi in un futuro di poterli utilizzare come risorsa economica".

Circa 300 reperti rinvenuti nei vari siti del Parco Archeologico di Pompei: dal villaggio protostorico di Poggiomarino, alle necropoli protostoriche di Striano e quella di Età Arcaica di Stabia, passando per i santuari di Pompei e di Stabia, le ville di Oplontis e Terzigno e l'abitato dell'antica Pompei.

La mostra dedicata all'estetica femminile nell'antichità è aperta fino al 31 gennaio 2021.