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India, metà dei residenti delle baraccopoli di Mumbai ha avuto il Covid-19

Screening a Dharavi, uno dei più grandi slum di Mumbai, India, il 6 luglio 2020
Screening a Dharavi, uno dei più grandi slum di Mumbai, India, il 6 luglio 2020   -   Diritti d'autore  Rafiq Maqbool/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Più della metà degli abitanti delle baraccopoli di Mumbai, nell'India occidentale, è stata contagiata dal Covid-19. A rivelarlo è uno studio commissionato dalla municipalità, pubblicato martedì, che mette in dubbio le cifre ufficiali del contagio diffuse dalle autorità indiane.

L'India è già il terzo Paese più colpito al mondo dopo Stati Uniti e Brasile, con quasi 1,5 milioni di casi.

Gli esperti suggeriscono però che, a causa della mancanza di test, la cifra reale potrebbe essere ben più alta.

Gli esami del sangue condotti dalle autorità di Mumbai su 6.936 persone selezionate a caso hanno mostrato come il 57% degli abitanti delle baraccopoli e il 16% dei residenti in altre aree ha sviluppato gli anticorpi al Sars-CoV-2.

Mumbai, dove circa il 40% della popolazione vive in una baraccopoli, ha fatto registrare finora poco più di 110mila contagi e oltre 6mila decessi.

La città di 20 milioni di persone ospita il più grande slum dell'India, Dharavi, con una popolazione stimata di un milione di abitanti.

Tuttavia, contrariamente a quanto si possa pensare, il numero di decessi in questa particolare area della città non è schizzato alle stelle. Merito, secondo i funzionari locali, delle iniziative messe in atto per prevenire la diffusione di Covid-19.

I risultati dei test suggeriscono che le infezioni asintomatiche potrebbero "rappresentare una parte significativa delle contaminazioni" e che il tasso di mortalità del virus sembra essere "molto basso", continua lo studio.

La notizia arriva una settimana dopo la pubblicazione di un simile rapporto governativo in cui si stima che quasi un quarto dei residenti della capitale Nuova Delhi, che ospita fino a 20 milioni di persone, ha contratto il coronavirus.