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Usa, Texas: fiamme al Consolato cinese al centro delle polemiche

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Scontro diplomatico tra Usa e Cina
Scontro diplomatico tra Usa e Cina   -   Diritti d'autore  JASON LEE/AFP
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L'avviso di sfratto è perentorio: entro le 16 di venerdì il consolato cinese a Houston deve chiudere. L'ordine arriva dal Dipartimento di Stato americano, al fine - dice - di "proteggere la proprietà intellettuale e le informazioni private degli americani".
Nelle ore successive alla notifica, è stato avvistato del fumo sollevarsi da un cortile interno del consolato.
Immagini della tv locale KPRC, girate dall'alto, mostrano dipendenti del consolato cinese dare alle fiamme presunti documenti.

Wang Wenbin, portavoce del Ministero degli Esteri cinese, ha respinto al mittente qualsiasi accusa di interferenze: "Questa è una provocazione politica lanciata unilateralmente da parte statunitense, che viola gravemente il diritto internazionale, le norme fondamentali che regolano le relazioni internazionali e l'accordo consolare bilaterale tra Cina e Stati Uniti".

Tensioni sempre più pesanti dunque tra Washington e Pechino con l'amministrazione Trump determinata al giro di vite sulle prerogative di diplomatici, giornalisti e studiosi cinesi negli Stati Uniti. Secondo una fonte citata da Reuters, Pechino starebbe considerando di rispondere con una mossa simmetrica e molto significativa: la chiusura del consolato americano a Wuhan, la città-focolaio da cui si è diffuso il coronavirus che ora ha messo sotto assedio gli Usa.
“Sollecitiamo gli Stati Uniti a revocare immediatamente questa decisione sbagliata. Se dovessero insistere a percorrere questo sentiero sbagliato, la Cina reagirà con ferme contromisure”, ha dichiarato il portavoce, Wang.

La nota diffusa dal Dipartimento di Stato americano ricorda che la convenzione di Vienna stabilisce che “i diplomatici debbano rispettare le leggi e i regolamenti degli Stati che li ospitano” e “hanno il dovere di non intervenire negli affari interni di quegli Stati. Gli Stati Uniti - è scritto nel documento - non tollereranno violazioni della propria sovranità da parte della Repubblica popolare cinese e intimidazioni alla popolazione, così come non hanno tollerato le pratiche commerciali scorrette e altri comportamenti oltraggiosi".