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A quali nazionalità sarà consentito l'ingresso in Ue dopo il 1 luglio? Ecco la bozza

 Una donna cammina con la sua valigia lungo un corridoio vuoto dell'aeroporto del Reno-Meno. 12 marzo 2020
Una donna cammina con la sua valigia lungo un corridoio vuoto dell'aeroporto del Reno-Meno. 12 marzo 2020   -   Diritti d'autore  Andreas Arnold/DPA via AP
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I funzionari dell'Unione europea sono impegnati a deliberare l'elenco delle nazionalità che - dopo il 1° luglio, alla riapertura delle frontiere - potranno attraversare i confini comunitari.

L'iniziativa ha già suscitato polemiche dal momento che, secondo le prime indiscrezioni, anche gli Stati Uniti - il Paese più colpito al mondo dal COVID-19 con più di 2,4 milioni di casi - si troverebbero al momento nella blacklist dei passaporti tuttora "interdetti".

La questione però è tutt'altro che conclusa, dal momento che un accordo definitivo sulla lista delle nazionalità abilitate all'ingresso manca ancora; ciscostanza, questa, confermata da un diplomatico Europeo, che a Euronews ha rivelato come i funzionari "non sono ancorA riusciti a raggiungere un accordo" e che i colloqui sarebbero proseguiti almeno fino a oggi, venerdì 26.

Euronews ha ottenuto, da fonti diplomatiche dell'UE, una bozza completa dell'elenco di Paesi per i quali le frontiere dell'Europa dovrebbero presto riaprirsi: il documento conferma l'esclusione di Brasile, Qatar, Stati Uniti e Russia dalla lista approvata.

Nel frattempo, però, anche il primo luglio sarebbe in dubbio come data di riapertura delle frontiere.

A quali nazionalità sarà consentito l'ingresso

L'elenco completo dei paesi i cui cittadini saranno autorizzati ad entrare in Europa secondo la bozza di lista è il seguente:

  • Città del Vaticano
  • Monaco
  • Montenegro
  • Andorra
  • Serbia
  • Bosnia ed Erzegovina
  • Ucraina
  • Albania
  • Turchia
  • Kosovo
  • Repubblica Democratica Popolare di Corea
  • Turkmenistan
  • Vietnam
  • Cina
  • Thailandia
  • Myanmar
  • Mongolia
  • Giappone
  • Corea del Sud
  • Georgia
  • Bhutan
  • Libano
  • Indonesia
  • Uzbekistan
  • India
  • Tajikistan
  • Kazakistan
  • Palau
  • Nuova Zelanda
  • Australia
  • Dominica
  • Bahamas
  • Santa Lucia
  • Uruguay
  • Giamaica
  • Cuba
  • Guyana
  • Paraguay
  • Venezuela
  • Nicaragua
  • Costa Rica
  • Canada
  • Angola
  • Tunisia
  • Namibia
  • Uganda
  • Mozambico
  • Mauritius
  • Zambia
  • Ruanda
  • Etiopia
  • Marocco
  • Algeria
  • Egitto

Fonti diplomatiche hanno anche accennato a Euronews che c'è disaccordo tra le nazioni sui criteri da utilizzare per questa decisione, con alcuni che sostengono che i dati sui tassi COVID non sono affidabili. Secondo le fonti diplmatiche da noi senbtite, i funzionari dissidenti avrebbero chiesto all'ECDC, l'agenzia dell'UE per la prevenzione delle malattie, di fornire maggiori dettagli, aggiungendo che le liste saranno riviste ogni due settimane.

Quando due settimane fa sono state pubblicate le linee guida dell'UE, i funzionari hanno detto che la lista avrebbe tenuto conto del tasso di infezione nei paesi interessati. I criteri si basano su dati epidemiologici e al momento ci è stato detto che 47 paesi erano nella lista dei paesi accettabili e 54 nazioni nella lista proibita. Dalla nostra fonte di giovedì a Bruxelles, a Bruxelles, ne sono ora 54 nella lista dei paesi ammessi, ed è chiaro che questi numeri possono continuare a fluttuare.