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Kosovo: il presidente Thaçi accusato di crimini di guerra

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Kosovo: il presidente Thaçi accusato di crimini di guerra
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Il presidente del Kosovo, Hashim Thaçi (52 anni), e altre nove persone - tra cui Kadri Veseli, ex presidente del Parlamento e leader del Partito Democratico del Kosovo - sono state incriminate dal Tribunale Speciale per il Kosovo per crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

I fatti riguardano la guerra del Kosovo, combattuta tra il 1996 e il 1999, per definire lo status geo-politico del Kosovo, regione balcanica a maggioranza albanofona, allora compreso nell'Unione delle Repubbliche di Serbia e Montenegro.

Ai tempi della guerra, Thaçi fu comandante dell'Esercito di Liberazione del Kosovo (Uçk in lingua originale, Kla in inglese).

Le accuse

I procuratori del Tribunale speciale per il Kosovo, con sede all'Aja (Paesi Bassi), hanno rilasciato una dichiarazione che accusa il gruppo di ex combattenti di essere responsabili di centinaia di omicidi, rapimenti, persecuzioni e torture.

In passato Thaçi è stato molto "chiacchierato" anche per un presunto traffico di armi, droga e addirittura organi umani.

La notizia dell'incriminazione dell'uomo forte del Kosovo ha avuto una certa eco anche negli Stati Uniti, dal momento che tra qualche giorno Thaçi era atteso alla Casa Bianca per un summit a tre con Usa, Serbia e Kosovo (vertice immediatamente annullato).

La storia della guerra del Kosovo

Nei primi anni del conflitto furono i separatisti dell'Uçk a compiere atti di terrorismo contro le postazioni militari e contro le entità statali serbe. Successivamente ci fu una repressione sempre più dura da parte della polizia e, più tardi, da parte di forze paramilitari ispirate da estremisti serbi.

L'intervento della Nato

Nel 1999 ci fu l'intervento della Nato contro la Serbia. Per tutto il 1998, mentre la guerra sul terreno si espandeva e la repressione dei serbi si faceva via via più pesante e sanguinosa, la NATO adottò una politica di dissuasione e minaccia contro il governo della Repubblica federale iugoslava guidato da Slobodan Milošević.

Milošević fu arrestato il 1º aprile 2001 su mandato del Tribunale Internazionale dell'Aja, come imputato per crimini contro l'umanità.
Il processo si è interrotto a poca distanza dalla sua conclusione, a causa della morte dell'imputato l'11 marzo 2006 per arresto cardiaco.

Nel 2012, il Tribunale penale internazionale dell'ONU per l'ex Jugoslavia scagionò l'ex primo ministro del Kosovo Ramush Haradinaj dalle accuse di crimini di guerra durante Il conflitto con la Serbia.

L'indipendenza contestata

Il Kosovo si è autoproclamato indipendente dalla Serbia il 17 febbraio 2008. La Serbia dichiarò immediatamente di non riconoscerne l'indipendenza, accolta invece da numerosi stati, tra cui l'Italia.

A distanza di 12 anni dalla sua proclamazione d'indipendenza, al 3 marzo 2020, il Kosovo è riconosciuto da 96 stati membri dell'Onu.
Secondo la Corte internazionale di giustizia del 22 luglio 2010, la dichiarazione d'indipendenza del Kosovo non ha violato né il diritto internazionale generale né la risoluzione 1244 del consiglio di sicurezza Onu.